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Ordinanza di rilascio dell’immobile efficace anche se il procedimento di sfratto è improcedibile per mancato avvio della mediazione obbligatoria

Ordinanza di rilascio e procedimento di convalida
Se il giudizio di opposizione al procedimento di convalida di sfratto per morosità viene dichiarato improcedibile a causa del mancato esperimento del procedimento di mediazione obbligatoria, l’efficacia dell’ordinanza di rilascio dell’immobile concessa dal giudice dopo il mutamento di rito resta invariata. Lo ha chiarito il Tribunale di Rimini nella sentenza n. 207/2025.

Sfratto per morosità e rilascio immobile
Le eredi di un locatore agiscono in giudizio contro il conduttore, intimando lo sfratto a causa del mancato pagamento dei canoni di locazione per un importo di 12.874,82 euro, comprensivo delle spese accessorie. Il conduttore si costituisce in giudizio, opponendosi allo sfratto e sollevando due eccezioni preliminari:

  • il difetto di legittimazione attiva delle eredi, che a suo dire non avrebbero dimostrato di essere eredi del locatore;
  • il difetto di legittimazione passiva, sostenendo di aver lasciato l’immobile e comunicato la disdetta del contratto. L’azione quindi avrebbe dovuto essere intrapresa contro la madre, che occuperebbe l’immobile al suo posto.

Il giudice, con ordinanza del 16.07.2024, respinge l’eccezione di difetto di legittimazione attiva, ritenendo sufficiente la dichiarazione sostitutiva presentata dalle eredi. Allo stesso modo, rigetta l’eccezione di difetto di legittimazione passiva, affermando che la disdetta comunicata dal conduttore non ha effetto sul contratto, che rimane valido fino alla sua naturale scadenza o a una risoluzione consensuale. Il giudice, pertanto, emette un’ordinanza di rilascio dell’immobile, ai sensi dell’articolo 665 del codice di procedura civile, e dispone il mutamento del rito processuale, fissando l’udienza per la prosecuzione della causa nel merito.

Mancato avvio della mediazione: improcedibilità della domanda
Alla prima udienza di merito il conduttore però solleva una nuova eccezione, contestando l’improcedibilità della domanda per mancato avvio del procedimento di mediazione obbligatoria. Il giudice accoglie questa eccezione, rilevando come in effetti nessuna delle parti abbia dato corso alla mediazione, nonostante l’ordinanza del 16.07.2024 lo avesse disposto. Il giudice ricorda infatti che, in materia di locazione, la mediazione è condizione di procedibilità e che la sua mancata attivazione, se rilevata entro la prima udienza, comporta l’improcedibilità del ricorso.

Procedimento di sfratto improcedibile: ordinanza di rilascio immobile efficace
Il giudice tuttavia conferma l’ordinanza di rilascio dell’immobile emessa in precedenza, spiegando che tale ordinanza, pur non avendo valore di giudicato, costituisce un titolo esecutivo che rimane valido fino a una decisione contraria. L’estinzione del procedimento quindi non annulla l’ordinanza, spetta al conduttore avviare un nuovo giudizio per contestarla.

Leggi anche:  Sfratto per morosità: mancata mediazione comporta revoca ordinanza rilascio

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Bruno Capodaglio

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Mancata mediazione sfratto: rimane intatta l’efficacia dell’ordinanza di rilascio

Il Tribunale di Rimini, con la sentenza n. 207/2025, ha stabilito che l'ordinanza di rilascio dell'immobile emessa in un procedimento di sfratto per morosità resta efficace anche se il successivo giudizio di merito viene dichiarato improcedibile per il mancato avvio della mediazione obbligatoria. Nonostante l'estinzione della domanda, tale provvedimento costituisce un titolo esecutivo valido fino a eventuale decisione contraria, che il conduttore dovrà richiedere tramite un nuovo giudizio.

Data sentenza: 27/02/2025
Curia: Tribunale di Rimini
Giudice: Bruno Capodaglio
Argomento/i: Mediazione obbligatoria
Materia/e: Sfratto per morosità

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E’ corretto notificare l’avvio della mediazione alla sola parte (e non anche al legale)

Il Tribunale di Rimini ha convalidato lo sfratto per morosità di un conduttore che aveva ridotto unilateralmente il canone di locazione, lamentando la mancanza del certificato di agibilità. Il giudice ha respinto tale tesi, poiché non è stata provata una reale diminuzione del godimento del bene. È stata inoltre rigettata l'eccezione di nullità della notifica della mediazione: secondo il D. Lgs. 28/10, è sufficiente che l'atto sia notificato all'interessato, senza l'obbligo di coinvolgere il procuratore costituito.

Data sentenza: 28/02/2017
Curia: Tribunale di Rimini
Giudice: Bruno Capodaglio
Argomento/i: comunicazione alla parte
Materia/e: Locazione

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Controversie su locazione. Improcedibili senza mediazione

Il Tribunale di Rimini ha dichiarato improcedibile un giudizio di sfratto per morosità a causa della mancata attivazione della mediazione obbligatoria, condizione di procedibilità per le controversie locative. Il giudice ha respinto l'istanza di rimessione in termini del ricorrente, poiché la malattia invocata non era provata né giustificava l'impossibilità di accedere alla Pec. Nonostante l'improcedibilità del merito, resta efficace l'ordinanza provvisoria di rilascio dell'immobile, che si stabilizza in assenza di sentenza.

Data sentenza: 24/05/2016
Curia: Tribunale di Rimini
Giudice: Bruno Capodaglio
Argomento/i: Avvio procedura di mediazione
Materia/e: Locazione

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Le sentenze più lette

Negoziazione al posto della mediazione demandata? Improcedibile

Il Tribunale di Ancona, con la sentenza n. 289/2026, ha sancito l'improcedibilità di una domanda in cui l'attore ha attivato la negoziazione assistita invece della mediazione obbligatoria ordinata dal giudice. I due istituti non sono equipollenti poiché la mediazione offre maggiori garanzie grazie alla presenza di un terzo neutrale. Tale distinzione rende la mediazione un filtro prevalente e insostituibile; pertanto, l'inosservanza dell'ordine giudiziale preclude l'accesso al merito della causa.

Data sentenza: 10/02/2026
Curia: Tribunale di Ancona
Giudice: Francesca Perlini
Argomento/i: Domanda improcedibile
Materia/e: negoziazione assistita

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Improcedibile la domanda in violazione della clausola di mediazione

Il Tribunale di Lecce, con la sentenza n. 3541/2025, ha stabilito che il ricorso per decreto ingiuntivo è improcedibile se il contratto prevede una clausola di mediazione preventiva. In un caso di mutuo, il creditore ha agito in via monitoria ignorando l'obbligo di ricorrere all'organismo di conciliazione bancaria. Poiché tale pattuizione vincola le parti e prevale sulle norme generali, l'omissione del tentativo stragiudiziale preclude l'esame del merito, determinando la revoca del provvedimento emesso.

Data sentenza: 01/12/2025
Curia: Tribunale di Lecce
Giudice: Alessandro Maggiore
Argomento/i: Mediazione preventiva
Materia/e: decreto ingiuntivo improcedibile

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Controversie di lavoro con decreto ingiuntivo: sono soggette alla mediazione?

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 1400/2026, ha stabilito che nelle controversie di lavoro l'opposizione a decreto ingiuntivo non richiede la mediazione obbligatoria. L'art. 5-bis del D.Lgs. 28/2010 si applica solo alle materie civili e commerciali, mentre il rito del lavoro segue una disciplina autonoma che non prevede tale onere come condizione di procedibilità. Nel caso specifico, l'opposizione è stata rigettata, confermando il credito e la responsabilità solidale del cessionario.

Data sentenza: 02/02/2026
Curia: Tribunale di Roma
Giudice: Umberto Buonassisi
Argomento/i: controversie di lavoro
Materia/e: Decreto ingiuntivo

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Eccezione di incompetenza territoriale organismo mediazione anche nel merito

Il Tribunale di Trani, con l'ordinanza n. 105/2026, ha sancito che l'omessa contestazione dell'incompetenza territoriale dell'organismo di mediazione non preclude l'eccezione di incompetenza del giudice nel merito. In un caso di surrogazione assicurativa per danni da incendio, è stata confermata l'efficacia di una clausola di foro esclusivo. Sebbene il silenzio in mediazione sia stato ritenuto contrario alla buona fede, esso non sana il difetto di competenza del tribunale né costituisce rinuncia al foro pattizio.

Data sentenza: 29/01/2026
Curia: Tribunale di Trani
Giudice: Claudio Di Giacinto
Argomento/i: Incompetenza territoriale
Materia/e: eccezione d'incompetenza

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Luce e gas: conciliazione obbligatoria per clienti finali

Secondo la sentenza n. 1031/2026 del Tribunale di Napoli, il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dal TICO per le forniture di energia segue una logica asimmetrica. Tale onere grava esclusivamente sui clienti finali che intendono agire contro gli operatori, non essendo richiesto ai gestori quando promuovono azioni per il recupero crediti. Per tale motivo, il Tribunale ha rigettato l'eccezione di improcedibilità sollevata da un utente, confermando la natura unidirezionale della tutela.

Data sentenza: 22/01/2026
Curia: Tribunale di Napoli
Giudice: Flora Vollero
Argomento/i: Forniture di energia
Materia/e: Conciliazione obbligatoria

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Controversie agrarie: prelazione e retratto sono conciliabili?

Il Tribunale di Latina, con la sentenza n. 218/2026, ha stabilito che il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto per le controversie sui contratti agrari non si applica alle azioni di prelazione e retratto. Poiché tali istanze mirano all'acquisto della proprietà e non all'esecuzione di un rapporto contrattuale in essere, non sono soggette al filtro preventivo dell'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura. Pertanto, la domanda giudiziale è immediatamente procedibile senza che ciò causi improcedibilità.

Data sentenza: 26/01/2026
Curia: Tribunale di Latina
Giudice: Luca Venditto
Argomento/i: conciliazione per retratto e prelazione
Materia/e: controversie agrarie

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Mediazione e domanda giudiziale: la mancata simmetria determina improcedibilità

Il Tribunale di Gela (sent. 54/2026) ha ribadito che l'impugnazione di delibere condominiali richiede una rigorosa simmetria tra l'istanza di mediazione e l'atto di citazione. La mediazione non è un mero formalismo, ma una condizione di procedibilità: l'indicazione di vizi generici in fase stragiudiziale non copre nuove doglianze di annullabilità introdotte in giudizio, che risultano quindi improcedibili e decadute. Restano invece esenti da tale rigore i vizi di nullità, rilevabili d'ufficio e non soggetti a termini.

Data sentenza: 21/01/2026
Curia: Tribunale di Gela
Materia/e: Domanda giudiziale improcedibile

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Impugnazione delibera e decadenza: serve comunicazione al condominio

Secondo la sentenza n. 36/2026 del Tribunale di Imperia, il solo deposito della domanda di mediazione non è sufficiente a interrompere il termine di decadenza di 30 giorni per l'impugnazione delle delibere condominiali ex art. 1137 c.c. L'effetto interruttivo scatta esclusivamente quando la comunicazione dell'istanza giunge a conoscenza del Condominio, equiparando l'atto alla notifica di una citazione. Pertanto, il condomino deve agire con diligenza affinché l'atto sia recettizio entro il termine perentorio.

Data sentenza: 20/01/2026
Curia: Tribunale di Imperia
Giudice: Fausta Pezzati
Argomento/i: Decadenza dal diritto di impugnare
Materia/e: impugnazione delibera condominiale

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Domanda procedibile se primo incontro mediazione entro udienza di rinvio

Il Tribunale di Foggia (sent. 175/2026) ha stabilito che la condizione di procedibilità della domanda è soddisfatta se le parti svolgono il primo incontro di mediazione entro l'udienza di rinvio. Il superamento del termine massimo di durata del procedimento non determina l'improcedibilità, poiché tale limite ha natura dilatoria per il processo e non perentoria per le parti. Tale orientamento tutela il diritto di azione e l'accesso alla giustizia, privilegiando il tentativo di conciliazione rispetto ai formalismi.

Data sentenza: 29/01/2026
Curia: Tribunale di Foggia
Giudice: Giovanna Cice
Argomento/i: Domanda procedibile
Materia/e: Primo incontro di mediazione

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Mediazione presso organismo incompetente se c’è accordo tra le parti, anche tacito

Il Tribunale di Belluno, con la sentenza n. 34/2026, ha stabilito che la competenza territoriale dell'organismo di mediazione, ex art. 4 D.Lgs. 28/2010, ha natura derogabile. Tale deroga può avvenire anche tacitamente: la partecipazione agli incontri senza sollevare eccezioni e l'accettazione del regolamento integrano un'accettazione implicita della sede. Pertanto, chi partecipa a una mediazione in un distretto diverso da quello naturale non può poi invocare l'improcedibilità della domanda giudiziale.

Data sentenza: 13/01/2026
Curia: Tribunale di Belluno
Giudice: Annalisa Giusti
Argomento/i: Competenza territoriale
Materia/e: Mediazione organismo incompetente

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Proposta di mediazione dell’assemblea dei condomini non ha vincolo di riservatezza

Il Tribunale di Vallo della Lucania (ord. 1202/2026) ha stabilito che una delibera assembleare condominiale, pur redatta per essere proposta in mediazione, non è coperta dalla riservatezza ex art. 9 Dlgs 28/2010. Trattandosi di un atto deliberativo autonomo e non di una dichiarazione resa nel setting negoziale, il documento è pienamente producibile in giudizio. Tale principio ha portato al rigetto della sospensione di una delibera su posti auto, poiché mancava il periculum in mora.

Data sentenza: 12/01/2026
Curia: Tribunale di Vallo della Lucania
Giudice: Antonella Rosato
Argomento/i: Condominio
Materia/e: Proposta di mediazione

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Telecomunicazioni: il valore della funzione conciliativa

La sentenza n. 725/2026 del Tribunale di Bologna stabilisce che, nelle liti sulle telecomunicazioni, il tentativo obbligatorio di conciliazione non deve essere un mero adempimento burocratico. Il giudice non può limitarsi a un controllo formale sull'organismo adito, ma deve verificare l'effettiva funzione conciliativa. Pertanto, se le parti si sono confrontate davanti a un terzo imparziale su una controversia specifica, la condizione di procedibilità è soddisfatta, evitando inutili ostacoli processuali.

Data sentenza: 23/01/2026
Curia: Tribunale di Bologna
Giudice: Marco D’Orazi
Argomento/i: La funzione conciliativa
Materia/e: Telecomunicazioni

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