Scarica Sentenza Corte di Appello di Milano N.2584-2025

Procura sostanziale in mediazione e poteri decisionali 

Per la rappresentanza della parte in mediazione è necessaria una procura speciale e sostanziale che conferisca poteri decisionali ampi

Rappresentanza in mediazione: procura sostanziale al delegato
Ai fini della valida rappresentanza nel procedimento di mediazione obbligatoria, la legge e la giurisprudenza stabiliscono che non è necessaria una forma solenne, come l’atto pubblico o l’autentica notarile per il conferimento del potere. È sufficiente che la parte rilasci al rappresentante una libera procura sostanziale che lo munisca di poteri decisionali effettivi. Tale procura, in forza dell’art. 1392 del Codice Civile e dell’art. 3, comma 3, del D.Lgs. n. 28/2010, deve attribuire al delegato la capacità di disporre dei diritti oggetto della controversia e di raggiungere soluzioni conciliative in piena autonomia. Solo in questo modo si realizza la ratio dell’istituto, che richiede la presenza di persone legittimate a decidere immediatamente la composizione della lite. Lo ha sancito la Corte d’Appello di Milano con la sentenza n. 2584/2025.

Revoca decreto ingiuntivo: appello della società creditrice
Una società cessionaria di crediti, subentrata alla banca originaria, appella la decisione con cui il Tribunale di Milano aveva revocato il decreto ingiuntivo emesso in favore dell’istituto creditore, a causa della presunta improcedibilità della domanda per un vizio nella procura rilasciata per la mediazione obbligatoria. L’opposizione al decreto ingiuntivo era stata proposta dal fideiussore, eccependo tutta serie di vizi (violazione della buona fede, nullità totale o parziale della fideiussione omnibus per contrarietà alla normativa antitrust e illiceità delle condizioni contrattuali) e, soprattutto, l’improcedibilità del giudizio per la modalità di partecipazione della banca alla mediazione.

Procura sostanziale per la mediazione
Il cuore della controversia risiede nel motivo che ha causato la revoca del decreto ingiuntivo in primo grado. Il Tribunale di Milano aveva accolto l’eccezione del fideiussore, dichiarando l’improcedibilità della domanda perché la procura speciale rilasciata dalla banca all’avvocato per partecipare all’incontro di mediazione era priva dell’autentica da parte di un notaio o altro pubblico ufficiale. La Corte d’Appello di Milano, accogliendo l’appello principale, riforma integralmente la sentenza di primo grado sul punto dell’improcedibilità, ritenendo la procedura di mediazione correttamente espletata. La Corte ha previsto a questo proposito che:

  • la giurisprudenza di legittimità e quella di merito prevalente non hanno mai stabilito che la procura sostanziale per la partecipazione alla mediazione debba avere la forma di atto pubblico o essere autenticata da un pubblico ufficiale. Né tale previsione è rinvenibile nella normativa (D.Lgs. n. 28/2010);
  • è sufficiente una libera procura sostanziale (art. 1392 c.c.) che attribuisca al rappresentante (nel caso specifico l’avvocato) poteri decisionali ampi e sufficienti per disporre dei diritti oggetto della controversia e percorrere soluzioni conciliative;
  • nel caso in esame, la procura speciale prodotta delegava l’avvocato a “rappresentare e difendere” la banca nel procedimento di mediazione, conferendo “ogni più ampia facoltà e potere, ivi compresa quella di partecipare al procedimento di mediazione, conciliare, farsi sostituire, transigere”. Questo chiaro tenore dimostra che la banca aveva conferito poteri pieni per transigere la lite;
  • la recente riforma del D.Lgs. n. 28/2010 (D.Lgs. n. 149/2022), ha cristallizzato il principio che consente ai soggetti diversi dalle persone fisiche (come le banche) di partecipare “avvalendosi di rappresentanti o delegati a conoscenza dei fatti e muniti dei poteri necessari per la composizione della controversia,” confermando così il citato orientamento giurisprudenziale.

Per la Corte quindi la procura conferita nel caso di specie è valida e la mediazione correttamente espletata, superando così il vizio processuale e dichiarando la procedibilità della domanda proposta dalla banca.

Leggi anche: Delega in mediazione: formalità e contenuto

Scarica Sentenza Corte di Appello di Milano N.2584-2025

Rappresentanza della parte in mediazione

Numero delle sentenze presenti nella banca dati: 1054

Procura sostanziale in mediazione e poteri decisionali

La Corte d'Appello di Milano, con la sentenza n. 2584/2025, ha stabilito che per la validità della mediazione obbligatoria non è necessaria una procura in forma solenne o autenticata. È sufficiente una procura sostanziale che conferisca al delegato poteri decisionali ampi e l'autonomia di transigere i diritti in controversia. Tale orientamento ha permesso di riformare una sentenza di primo grado che aveva invece dichiarato l'improcedibilità del giudizio per vizi formali nella rappresentanza della banca.

Data sentenza: 25/06/2025
Curia: Corte d'Appello di Milano
Giudice: Marianna Galioto +1
Argomento/i: Rappresentanza della parte in mediazione
Materia/e: procura sostanziale

Leggi il commento

Le sentenze più lette

Negoziazione al posto della mediazione demandata? Improcedibile

Il Tribunale di Ancona, con la sentenza n. 289/2026, ha sancito l'improcedibilità di una domanda in cui l'attore ha attivato la negoziazione assistita invece della mediazione obbligatoria ordinata dal giudice. I due istituti non sono equipollenti poiché la mediazione offre maggiori garanzie grazie alla presenza di un terzo neutrale. Tale distinzione rende la mediazione un filtro prevalente e insostituibile; pertanto, l'inosservanza dell'ordine giudiziale preclude l'accesso al merito della causa.

Data sentenza: 10/02/2026
Curia: Tribunale di Ancona
Giudice: Francesca Perlini
Argomento/i: Domanda improcedibile
Materia/e: negoziazione assistita

Leggi il commento

Improcedibile la domanda in violazione della clausola di mediazione

Il Tribunale di Lecce, con la sentenza n. 3541/2025, ha stabilito che il ricorso per decreto ingiuntivo è improcedibile se il contratto prevede una clausola di mediazione preventiva. In un caso di mutuo, il creditore ha agito in via monitoria ignorando l'obbligo di ricorrere all'organismo di conciliazione bancaria. Poiché tale pattuizione vincola le parti e prevale sulle norme generali, l'omissione del tentativo stragiudiziale preclude l'esame del merito, determinando la revoca del provvedimento emesso.

Data sentenza: 01/12/2025
Curia: Tribunale di Lecce
Giudice: Alessandro Maggiore
Argomento/i: Mediazione preventiva
Materia/e: decreto ingiuntivo improcedibile

Leggi il commento

Controversie di lavoro con decreto ingiuntivo: sono soggette alla mediazione?

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 1400/2026, ha stabilito che nelle controversie di lavoro l'opposizione a decreto ingiuntivo non richiede la mediazione obbligatoria. L'art. 5-bis del D.Lgs. 28/2010 si applica solo alle materie civili e commerciali, mentre il rito del lavoro segue una disciplina autonoma che non prevede tale onere come condizione di procedibilità. Nel caso specifico, l'opposizione è stata rigettata, confermando il credito e la responsabilità solidale del cessionario.

Data sentenza: 02/02/2026
Curia: Tribunale di Roma
Giudice: Umberto Buonassisi
Argomento/i: controversie di lavoro
Materia/e: Decreto ingiuntivo

Leggi il commento

Eccezione di incompetenza territoriale organismo mediazione anche nel merito

Il Tribunale di Trani, con l'ordinanza n. 105/2026, ha sancito che l'omessa contestazione dell'incompetenza territoriale dell'organismo di mediazione non preclude l'eccezione di incompetenza del giudice nel merito. In un caso di surrogazione assicurativa per danni da incendio, è stata confermata l'efficacia di una clausola di foro esclusivo. Sebbene il silenzio in mediazione sia stato ritenuto contrario alla buona fede, esso non sana il difetto di competenza del tribunale né costituisce rinuncia al foro pattizio.

Data sentenza: 29/01/2026
Curia: Tribunale di Trani
Giudice: Claudio Di Giacinto
Argomento/i: Incompetenza territoriale
Materia/e: eccezione d'incompetenza

Leggi il commento

Luce e gas: conciliazione obbligatoria per clienti finali

Secondo la sentenza n. 1031/2026 del Tribunale di Napoli, il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dal TICO per le forniture di energia segue una logica asimmetrica. Tale onere grava esclusivamente sui clienti finali che intendono agire contro gli operatori, non essendo richiesto ai gestori quando promuovono azioni per il recupero crediti. Per tale motivo, il Tribunale ha rigettato l'eccezione di improcedibilità sollevata da un utente, confermando la natura unidirezionale della tutela.

Data sentenza: 22/01/2026
Curia: Tribunale di Napoli
Giudice: Flora Vollero
Argomento/i: Forniture di energia
Materia/e: Conciliazione obbligatoria

Leggi il commento

Controversie agrarie: prelazione e retratto sono conciliabili?

Il Tribunale di Latina, con la sentenza n. 218/2026, ha stabilito che il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto per le controversie sui contratti agrari non si applica alle azioni di prelazione e retratto. Poiché tali istanze mirano all'acquisto della proprietà e non all'esecuzione di un rapporto contrattuale in essere, non sono soggette al filtro preventivo dell'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura. Pertanto, la domanda giudiziale è immediatamente procedibile senza che ciò causi improcedibilità.

Data sentenza: 26/01/2026
Curia: Tribunale di Latina
Giudice: Luca Venditto
Argomento/i: conciliazione per retratto e prelazione
Materia/e: controversie agrarie

Leggi il commento

Mediazione e domanda giudiziale: la mancata simmetria determina improcedibilità

Il Tribunale di Gela (sent. 54/2026) ha ribadito che l'impugnazione di delibere condominiali richiede una rigorosa simmetria tra l'istanza di mediazione e l'atto di citazione. La mediazione non è un mero formalismo, ma una condizione di procedibilità: l'indicazione di vizi generici in fase stragiudiziale non copre nuove doglianze di annullabilità introdotte in giudizio, che risultano quindi improcedibili e decadute. Restano invece esenti da tale rigore i vizi di nullità, rilevabili d'ufficio e non soggetti a termini.

Data sentenza: 21/01/2026
Curia: Tribunale di Gela
Materia/e: Domanda giudiziale improcedibile

Leggi il commento

Impugnazione delibera e decadenza: serve comunicazione al condominio

Secondo la sentenza n. 36/2026 del Tribunale di Imperia, il solo deposito della domanda di mediazione non è sufficiente a interrompere il termine di decadenza di 30 giorni per l'impugnazione delle delibere condominiali ex art. 1137 c.c. L'effetto interruttivo scatta esclusivamente quando la comunicazione dell'istanza giunge a conoscenza del Condominio, equiparando l'atto alla notifica di una citazione. Pertanto, il condomino deve agire con diligenza affinché l'atto sia recettizio entro il termine perentorio.

Data sentenza: 20/01/2026
Curia: Tribunale di Imperia
Giudice: Fausta Pezzati
Argomento/i: Decadenza dal diritto di impugnare
Materia/e: impugnazione delibera condominiale

Leggi il commento

Domanda procedibile se primo incontro mediazione entro udienza di rinvio

Il Tribunale di Foggia (sent. 175/2026) ha stabilito che la condizione di procedibilità della domanda è soddisfatta se le parti svolgono il primo incontro di mediazione entro l'udienza di rinvio. Il superamento del termine massimo di durata del procedimento non determina l'improcedibilità, poiché tale limite ha natura dilatoria per il processo e non perentoria per le parti. Tale orientamento tutela il diritto di azione e l'accesso alla giustizia, privilegiando il tentativo di conciliazione rispetto ai formalismi.

Data sentenza: 29/01/2026
Curia: Tribunale di Foggia
Giudice: Giovanna Cice
Argomento/i: Domanda procedibile
Materia/e: Primo incontro di mediazione

Leggi il commento

Mediazione presso organismo incompetente se c’è accordo tra le parti, anche tacito

Il Tribunale di Belluno, con la sentenza n. 34/2026, ha stabilito che la competenza territoriale dell'organismo di mediazione, ex art. 4 D.Lgs. 28/2010, ha natura derogabile. Tale deroga può avvenire anche tacitamente: la partecipazione agli incontri senza sollevare eccezioni e l'accettazione del regolamento integrano un'accettazione implicita della sede. Pertanto, chi partecipa a una mediazione in un distretto diverso da quello naturale non può poi invocare l'improcedibilità della domanda giudiziale.

Data sentenza: 13/01/2026
Curia: Tribunale di Belluno
Giudice: Annalisa Giusti
Argomento/i: Competenza territoriale
Materia/e: Mediazione organismo incompetente

Leggi il commento

Proposta di mediazione dell’assemblea dei condomini non ha vincolo di riservatezza

Il Tribunale di Vallo della Lucania (ord. 1202/2026) ha stabilito che una delibera assembleare condominiale, pur redatta per essere proposta in mediazione, non è coperta dalla riservatezza ex art. 9 Dlgs 28/2010. Trattandosi di un atto deliberativo autonomo e non di una dichiarazione resa nel setting negoziale, il documento è pienamente producibile in giudizio. Tale principio ha portato al rigetto della sospensione di una delibera su posti auto, poiché mancava il periculum in mora.

Data sentenza: 12/01/2026
Curia: Tribunale di Vallo della Lucania
Giudice: Antonella Rosato
Argomento/i: Condominio
Materia/e: Proposta di mediazione

Leggi il commento

Telecomunicazioni: il valore della funzione conciliativa

La sentenza n. 725/2026 del Tribunale di Bologna stabilisce che, nelle liti sulle telecomunicazioni, il tentativo obbligatorio di conciliazione non deve essere un mero adempimento burocratico. Il giudice non può limitarsi a un controllo formale sull'organismo adito, ma deve verificare l'effettiva funzione conciliativa. Pertanto, se le parti si sono confrontate davanti a un terzo imparziale su una controversia specifica, la condizione di procedibilità è soddisfatta, evitando inutili ostacoli processuali.

Data sentenza: 23/01/2026
Curia: Tribunale di Bologna
Giudice: Marco D’Orazi
Argomento/i: La funzione conciliativa
Materia/e: Telecomunicazioni

Leggi il commento