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Trenta anni di Alternative Dispute Resolution

Luigi Cominelli
E' ricercatore presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, e insegna sociologia del diritto e sociologia della pubblica amministrazione presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria. È autore di numerosi articoli e saggi sulla risoluzione delle dispute e di un libro sul Mediatore europeo (Giuffrè 2005). Nel 2004 è stato visiting fellow presso il Program on Negotiation - Harvard Law School e presso l’Università di Wollongong – NSW, Australia. È attualmente Segretario generale e membro del Board dell’ISA-Research Committee on Sociology of Law, nonché componente del Collegio dei docenti del R. Treves International Phd Programme in Law and Society. Tra i suoi interessi di ricerca principali vi sono la mediazione, i metodi di risoluzione alternativa delle dispute, gli ombudsman e la negoziazione.
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Frank Sander è unanimemente riconosciuto come una delle figure centrali nello sviluppo dell’ADR. Sua è la celebre relazione tenuta alla Pound Conference nel 1976, che segnò l’ingresso della conciliazione nel sistema americano della giustizia. Pochi anni più tardi è fra i fondatori del Program on Negotiation di Harvard, il primo e il più celebre fra i centri universitari per lo studio della negoziazione e della risoluzione delle controversie.

In un’intervista esclusiva concessa alla redazione di ADRWorld.com, Sander descrive prospettive e rischi per le ADR a 30 anni di distanza da quel primo famoso intervento.

Secondo Sander, il metodo più efficace per promuovere le tecniche di risoluzione alternativa delle controversie è oggi la conciliazione imposta dai tribunali alle parti. La conciliazione obbligatoria permette a un ampio numero di persone di prendere confidenza con questo procedimento. Chi partecipa a una conciliazione apprezza il procedimento anche se non raggiunge un accordo. Spesso anche dopo il fallimento della conciliazione si arriva comunque a una transazione, perchè con la conciliazione le distanze sono diminuite e alcuni punti controversi sono stati chiariti. L’obbligatorietà  tuttavia non è una caratteristica destinata a permanere. Quando la conciliazione sarà  sufficientemente conosciuta, dell’obbligatorietà  si potrà  probabilmente fare a meno.

In questi 30 anni le ADR hanno fatto certamente passi da gigante, ma non si possono ignorare alcuni rischi. Il problema, secondo Sander, è rappresentato dalle clausole di arbitrato obbligatorio, che vengono spesso inserite nelle condizioni generali di un ampio numero di contratti al consumo, ad esempio quelli dei servizi telefonici o delle carte di credito. Molte compagnie hanno abusato della tolleranza concessa dai giudici in questo campo, inserendo nei contratti clausole arbitrali inique e vessatorie.

Gli ultimi studi di Frank Sander lo hanno portato a sviluppare un metodo per misurare l’atteggiamento dei tribunali nei confronti dell’ADR. Il “Mediation Receptivity Index”(MRI) indica il livello di istituzionalizzazione che tali tecniche hanno raggiunto all’interno di una giurisdizione.

Le giurisdizioni con l’MRI più alto sono quelle in cui l’uso dei procedimenti di ADR è promosso da più attori contemporaneamente. Sander ritiene, infatti, che nella diffusione della conciliazione i giudici avranno un ruolo chiave, ma per promuovere una reale cultura della conciliazione avranno bisogno del sostegno di molti altri soggetti.

Le facoltà  di legge saranno perciò determinanti, perchè formano i futuri giudici e avvocati. Anche il mondo delle professioni legali sarà  molto importante: già  oggi è particolarmente indicativo il numero di studi legali che hanno al loro interno un dipartimento di ADR. Secondo Sander, quindi, la risoluzione delle liti sta già  diventando una professione autonoma, anche se il legame con la professione forense è ancora molto forte.

Sarà  pertanto necessario sostenere gli avvocati che intendono fare il salto dalla pratica forense al mondo della risoluzione alternativa delle controversie attraverso diverse attività  promozionali, quale ad esempio la corresponsione di borse di studio.

Luigi Cominelli

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