Teoria del caos e arte del cambiamento

Gli artisti sanno che la creatività  è generata dal caos. I conciliatori e i facilitatori non si trovano in una posizione molto diversa, perchè devono comprendere la rete delle interconnessioni tra gli elementi di un sistema.

In che modo la teoria del caos può servire ai professionisti della risoluzione dei conflitti? Comprendendo meglio la natura dei sistemi complessi, gli esperti di conflitti possono svolgere bene il loro lavoro.

La teoria dei sistemi complessi afferma che anche se i singoli eventi non possono essere previsti con sicurezza, in generale ricadranno dentro parametri sostanzialmente stabili. I sistemi complessi tenderanno nel lungo periodo a stabilizzarsi in forme prevedibili. La forza organizzatrice all’opera dietro questo fenomeno è detta “strange attractor”. Lo strange attractor catalizza il sistema e lo conduce verso una struttura durevole e regolare che si riproduce su diversi livelli.

Le strutture che si replicano sono denominate frattali. Questo sembra spiegare perchè la forma di una felce viene replicata dalla foglia grande alle singole foglioline, e perchè ogni fiocco di neve anche se unico resta pur sempre riconoscibile come un fiocco di neve.

Conflitto e cambiamento nel sistema
Per il professionista che tenta di gestire un conflitto, il primo intervento diretto arriva con una domanda sul tipo di problema. I conciliatori e i facilitatori più bravi sono in grado di capire rapidamente i meccanismi relazionali tra persone e nelle organizzazioni. Riescono a utilizzare queste competenze per agire sui punti chiave che possono portare al cambiamento. Chi si presenta come un agente del cambiamento dovrebbe iniziare a chiedere e a chiedersi:

§ Quali sono gli elementi principali che definiscono il sistema?

§ Ci sono fattori che ostacolano il cambiamento?

§ Quali forze stanno dietro ai fattori che ostacolano il cambiamento?

§ Da dove si può iniziare a intervenire?

§ Quali sono le iniziative che possiamo prendere allo stato attuale?

§ Come possiamo fare per indirizzare il sistema verso il cambiamento voluto?

L’importante è trovare il punto giusto su cui fare leva e riconoscere quali sono le dinamiche più ricorrenti. Il cambiamento deve essere avviato prima possibile, perchè chi è coinvolto possa iniziare a sperimentare su piccola scala e testare la validità  del nostro approccio.

Anche se ci mette in crisi il caos può rappresentare un’ottima occasione. I sistemi complessi oscillano tra lo stato di quiete e quello di disordine. È proprio la situazione di disorganizzazione che si accompagna al caos che fornisce terreno fertile per le iniziative e le scoperte. Quando è gestita con la dovuta attenzione, l’esperienza di non poter fare affidamento sulle routine consolidate può essere salutare. Le nuove idee, i nuovi comportamenti e le pratiche innovative rivitalizzano le relazioni e definiscono nuove norme di comportamento.

Alcuni studiosi hanno suggerito che per aiutare le persone ad accettare il cambiamento può essere d’aiuto creare una situazione di tensione, per esempio cambiando le regole per la comunicazione o dando la parola a chi di solito non viene interpellato. Mano a mano che conosciamo meglio il sistema, le idee per favorire il cambiamento si affinano.

Lavorare per un cambiamento sostenibile
Conciliatori, facilitatori e tutti i professionisti che si occupano di dispute hanno un’importanza decisiva nel determinare la direzione che un’organizzazione, un’impresa o una famiglia potrebbero prendere nel futuro. Sforzarsi di conoscere il funzionamento di un sistema complesso fin dal primo colloquio, incrementa la capacità  di intervenire e di aiutare i clienti a fare ordine nel caos e a utilizzare il caos per produrre cambiamenti sani e durevoli.

La metafora del caos fornisce un’occasione per guardare al proprio lavoro con occhio nuovo e per iniziare a muoversi come catalizzatori del cambiamento.

Giuseppe De Palo e Luigi Cominelli

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