Report Imprese e avvocati: il 60% preferisce le ADR

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Il Report Imprese e avvocati 2024 promosso dall’OCF rivela che la mediazione è lo strumento di risoluzione delle controversie preferito nel 36,1% dei casi

Imprese e avvocati: un rapporto fondato sulla fiducia
L’Organismo Congressuale Forense ha pubblicato il report imprese e avvocati 2024 del 28 settembre 2024. L’OCF ha promosso questo progetto soprattutto per comprendere il ruolo dell’avvocato e la sua interazione con il mondo delle imprese e della produzione.
Il sistema delle imprese italiane manifesta il bisogno crescente di collaborare stabilmente con figure professionali specializzate. Lo sviluppo tecnologico e la relativa regolamentazione giuridica sono in continua evoluzione, così come la disciplina giuslavoristica e quella fiscale. Le imprese non riuscirebbero, con le sole risorse interne, a stare al passo con tutte le novità e le modifiche legislative e giurisprudenziali che riguardano le loro attività. Per questo l’avvocato, così come il commercialista e il consulente del lavoro, diventano figure chiave, indispensabili nelle realtà aziendali di tutte le dimensioni.

Imprese e liberi professionisti: la fiducia come criterio di scelta
Dall’indagine emerge che, per le ragioni appena descritte, le imprese ricorrono sempre più frequentemente alla collaborazione esterna dei liberi professionisti. Le strategie operative delle aziende non possono infatti prescindere dalla necessità di risolvere le problematiche legali, fiscali e relative al mondo del lavoro. Il report rivela che le imprese preferiscono rivolgersi a liberi professionisti singoli, riconosciuti come esperti in un certo settore, formali, autorevoli, con i quali si radica un rapporto di fiducia indissolubile. Chi necessita di un legale non ricerca solo la competenza e la professionalità, ma anche la capacità relazionale. L’empatia del professionista è considerata una qualità imprescindibile per comprendere tutte quelle problematiche che vanno al di là delle questioni meramente economiche e imprenditoriali.

Il 60,6% delle imprese preferisce le ADR, prima tra tutte la mediazione
Le imprese inoltre corrono contro il tempo, per questo cercano soluzioni rapide ai loro problemi. Per fornire alle imprese strumenti efficaci per gestire i contenziosi, valorizzando nel contempo il ruolo e la professionalità degli avvocati è necessario promuovere sempre di più il ricorso alle ADR, come la mediazione e la negoziazione assistita per incentivare approcci collaborativi per la risoluzione dei conflitti in essere. Dal report emerge che le imprese apprezzano le risoluzioni alternative alla causa civile come la mediazione e la conciliazione per risolvere le liti. Le ragioni di questa preferenza si rinvengono nella rapidità e nella minore onerosità di queste procedure. Tra tutte le varie tipologie di ADR la mediazione è la procedura preferita in assoluto. I dati dicono che le imprese la preferiscono nel 36,1% dei casi. Seguono poi, a distanza, i tentativi di conciliazione con il 23,8% delle preferenze, la negoziazione assistita, che viene scelta nel 21,1% dei casi e l’arbitrato, che viene preferita nell’8,3% dei casi.

Mediazione: approccio collaborativo
Gli imprenditori manifestano la loro predilezione per la mediazione soprattutto per il suo approccio collaborativo nella ricerca di una soluzione condivisa. Questo modo di procedere contribuisce infatti a favorire rapporti commerciali più duraturi e pacifici. Le imprese non hanno interesse a rompere rapporti commerciali e di interesse che sono stati creati nel tempo con impegno e dedizione, preferiscono di gran lunga conservare le relazioni esistenti. Questa tendenza emerge indirettamente anche dai dati sulle cause civili. Gli avvocati oramai tendono a supportare le imprese nella scelta di andare in causa nel 40,4% dei casi e solo se si prospettano scenari potenzialmente positivi. Nel restante 59,3% sono le imprese a decidere di andare in causa, trovando supporto nel legale.

Leggi anche: L’obbligo di informativa dell’avvocato sulla mediazione

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