Più mediazione per raggiungere i target Pnrr

Opportuno estendere la condizione di procedibilità a tutte le liti civili e aumentare le demandate dai giudici
(intervento pubblicato su Il Sole 24 Ore del 24 giugno 2024)  

È di interesse analizzare insieme i dati contenuti in tre documenti recenti del ministero della Giustizia:

  1. il monitoraggio sul raggiungimento degli obiettivi del Pnrr nell’ambito della giustizia civile;
  2. le statistiche sulle mediazioni svolte nel 2023;
  3. i crediti d’imposta riconosciuti per le mediazioni svolte nel secondo semestre del 2023.

Per conseguire l’obiettivo del Pnrr di ridurre del 40% la durata dei processi civili entro giugno 2026, il ministero della Giustizia effettua un monitoraggio semestrale sulla riduzione sia delle iscrizioni annuali nei tribunali nelle materie del cosiddetto “Civile contenzioso Cepej” (822.399 iscrizioni nel 2023), sia dei fascicoli pendenti nei tribunali e nelle corti d’appello (1.396.269 al 31 dicembre 2023).

Le statistiche sulle mediazioni confermano la costante crescita delle domande, pari a 178.182 (+15%), di cui l’81,7% proveniente dalle materie del contenzioso per le quali il primo incontro costituisce condizione di procedibilità. Parallelamente, gli accordi di mediazione hanno superato la soglia del 50% quando le parti proseguono oltre il primo incontro. A questi accordi si aggiunge almeno un ulteriore 15% di accordi conclusi al di fuori della mediazione, ma grazie all’incontro delle parti presso un organismo di mediazione.

Infine, quanto al “bonus mediazione”, gli importi riconosciuti a coloro che ne hanno fatto richiesta ammontano solo allo 0,4% dei fondi stanziati per il 2023. Il 99,6% dei fondi è rimasto inutilizzato, probabilmente a causa della mancanza di informazioni e del poco tempo a disposizione per fare domanda.

Considerando le 178.182 domande di mediazione rispetto alle 822.399 iscrizioni nei tribunali, le mediazioni incidono solo per il 21% su tutto il “Civile contenzioso Cepej”, che, per definizione, verte su diritti disponibili mediabili con un accordo tra le parti. Purtroppo, l’estensione della condizione di procedibilità alle nuove materie introdotta dalla riforma Cartabia nel secondo semestre del 2023 ha fatto crescere le domande di mediazione solo dell’1,8 per cento. Ad esempio, le mediazioni nel settore del franchising sono state solo 83 e nelle liti relative a società di persone appena 153.

Per quanto concerne la riduzione delle pendenze, a fronte di un arretrato di 1.396.269 fascicoli, i giudici hanno demandato in mediazione nel secondo semestre 2023 solo 11.170 casi, in gran parte nelle materie in cui la mediazione è obbligatoria (il 56% per liti su contratti bancari e locazioni). Sebbene i giudici abbiano lo strumento per inviare in mediazione anche le liti in cui la procedura non è obbligatoria, non ne fanno pieno utilizzo. Eppure, il progetto pilota condotto nel 2019 presso il Tribunale e la Corte d’appello di Firenze aveva portato a raggiungere oltre il 50% di accordi nelle mediazioni demandate.

La relazione tra i dati commentati è evidente. Il raggiungimento dell’obiettivo del Pnrr in tema di giustizia civile può essere agevolato tramite:

  1. l’estensione del primo incontro di mediazione a tutte o gran parte delle “macro materie” del contenzioso in materia di diritti disponibili nei tribunali e negli uffici dei giudici di pace; 
  2. l’applicazione del “modello fiorentino” di mediazione demandata a tutti gli uffici giudiziari d’Italia, anche tramite una formazione mirata degli addetti all’ufficio per il processo;
  3. l’avvio di una campagna di informazione al pubblico (già prevista in base al decreto legislativo 28/2010) sulle modalità di richiesta del bonus mediazione;
  4. il recupero nel 2024 dei fondi del credito d’imposta non spesi.

Solo attraverso un impegno concertato sarà possibile realizzare pienamente gli obiettivi del Pnrr, garantendo così un servizio di risoluzione dei contenziosi più efficiente e accessibile per cittadini e imprese.

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