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Perché è indispensabile che il Ministero inizi dei controlli rigorosi

Luca Tantalo
È mediatore professionista ai sensi del D.lgs. 28/2010, avendo frequentato il corso di 52 ore dell’ADR Center. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 1997, è abilitato al patrocinio presso le Magistrature Superiori. Da quando ha conosciuto l’istituto della mediazione e delle ADR in generale, sta cercando di proporre tale soluzione alla quasi totalità della sua clientela, essendo convinto che questo sia il miglior modo di tutelare gli interessi dei clienti.
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Controlli rigorosiSono sempre più numerose, da qualche tempo a questa parte, le “offerte speciali” che molti Organismi inviano, soprattutto nelle caselle di posta elettronica degli Avvocati, proponendo gli sconti più disparati, con scadenze più o meno lunghe, come fanno normalmente i supermercati. Questo è però solo uno degli aspetti che, purtroppo, ogni giorno dobbiamo affrontare e che non fanno che portare acqua al mulino dei nemici della mediazione, i quali, invece di studiare seriamente la normativa e la sua applicazione concreta, approfittano di queste deprecabili iniziative e delle mancanze di alcuni,  per parlare di mercificazione della Giustizia.
Mi riferisco, infatti, alla evidente mancanza di qualità di alcuni (molti) Organismi i quali approfittano delle pieghe di una legge effettivamente in alcuni punti un po’ generica, per offrire un servizio veramente insufficiente e teso solamente al pagamento delle indennità, con il solo risultato di scoraggiare le parti e i legali che hanno avuto la sventura di incontrare tali Organismi.
Mi viene infatti riferito da più colleghi avvocati – alcuni dei quali già scettici per conto loro – di convocazioni fatte con mesi di ritardo, con moduli poco chiari, di mancate risposte non solo a domande di chiarimenti ma addirittura al telefono, di sedi fatiscenti (peraltro spesso situate presso lo studio di un avvocato, come espressamente vietato dal codice deontologico), di mancanza totale di assistenza, e quel che è più grave, di totale impreparazione dei mediatori; per non parlare degli organismi “finti”, messi in piedi solo per fare verbali di mancata partecipazione senza oneri e così “dribblare” l’obbligatorietà. Non mi soffermo, poi, sulle discutibilissime iniziative poste in atto dal più importante (come numero di iscritti) Ordine degli Avvocati d’Europa. Non era imprevedibile che, visti i requisiti previsti dalla legge, potesse accadere qualcosa del genere.
Quello che mi preme dire è che la poca serietà di alcuni va a discapito dell’intera categoria, e che alcuni Organismi dovrebbero rendersi conto che l’esercizio dell’attività di mediazione (con tutto il rispetto per i supermercati) non è la stessa cosa che gestire un supermercato. Pertanto, tempestare gli avvocati con “offerte speciali”, a mio parere, è assolutamente dequalificante, come lo è (ovviamente) offrire un servizio di scarsa qualità. Ciò detto, a oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge, non mi risulta che siano partiti i più volte annunciati controlli del Ministero della Giustizia, pure più volte sollecitato in tal senso, e che pure per primo dovrebbe comprendere che i controlli e una auspicata scrematura degli Organismi non sono più rinviabili. E’ auspicabile quindi che detti controlli partano al più presto; nello stesso tempo chi ha notizie di Organismi poco seri non tema di segnalarli al Ministero, senza timore di essere indicato come delatore.

 

 

2 Commenti

  1. Condivido il tuo pensiero e spero che qualche dirigente anche nei suoi momenti di pausa lavorativa trovi tempo per mettere in moto la macchina dei controlli necessari che servano a pulire l’istituto della mediazione dalle ortiche infestanti. Per chi veramente crede in questo istituto, come me, resta in attesa di un aiuto concreto che porti definitivamente alla sua affermazione nel panorama giuridico.

  2. Gentili colleghi,
    Pur condividendo in pieno la necessità di puntare sulla qualità come unica leva tangibile della bontà di questo istituto, mi permetto di fare alcune considerazioni con la speranza di creare degli spunti di riflessione.
    La pubblicità e’ l’anima del commercio. Dal momento in cui è’ stata fornita l’opportunità di creare Odm ed enti di formazione come vere e proprie attività imprenditoriali, cosa ci aspettavamo? Non deve essere additata come negativa l’offerta a prezzi competitivi (fondamento della concorrenzialità ) in quanto ragionando su grandi numeri i prezzi possono essere sempre più bassi, ma ciò non dev’essere a discapito della qualità del servizio offerto (altro elemento fondamentale e spesso dimenticato) viceversa il prezzo alto non è’ sempre sinonimo di qualità. In ogni caso la faccenda non mi crea uno sgomento ingestibile perché’ in tanti anni di lavoro mi è’ capitato spesso di imbattermi in colleghi diciamo…improvvisati. A voi non è’ mai capitato? Quale categoria e’ scevra di figure poco professionali? Notai, avvocati, magistrati, medici, commercialisti…tutti preparati? Non credo per cui perché dobbiamo gridare allo scandalo solo per i mediatori? Ultima riflessione…i controlli nel mondo del lavoro dovrebbero essere svolti per qualunque attività perché ogni attività contribuisce alla crescita o recessione di un paese. Se controlli venissero effettuati ad es tra gli Avvocati o i Medici, ne uscirebbero tutti indenne? Allora non gettiamo croci disfattiste su alcune categorie. Condivido in pieno invece la segnalazione ai competenti organi di figure non qualificate, con la speranza che i controllori abbiano capacità di individuazione delle magagne.
    Un cordiale saluto

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