martedì, Febbraio 7, 2023

Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie

Nr. 1 - Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia

Home Articoli La conciliazione nelle controversie civili e commerciali

La conciliazione nelle controversie civili e commerciali

Marco Sicolo

In materia di mediazione, l’accordo di conciliazione è l’atto con il quale si raggiunge la composizione di una controversia al di fuori di un giudizio ordinario

Conciliazione e procedimenti di mediazione

Nell’ambito delle risoluzioni alternative delle controversie (ADR), la conciliazione rappresenta la positiva conclusione del procedimento, suggellata nell’accordo tra le parti intervenute.

Tradizionalmente, con il termine “conciliazione” il legislatore ha fatto riferimento, in diversi ambiti, all’attività, spontaneamente svolta dalle parti o sollecitata da un terzo, volta alla ricerca di un accordo amichevole, che evitasse la necessità della pronuncia di un soggetto terzo (ad esempio, della sentenza di un giudice).

Però, con l’adozione del decreto legislativo n. 28 del 2010, introduttivo della mediazione civile, la parola “conciliazione” indica più precisamente l’accordo raggiunto nell’ambito di tale procedura. Tanto si evince dal dettato dell’art. 1 di tale decreto, che alla lettera c), definisce la conciliazione come “la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione”.

Vari tipi di conciliazione nell’ordinamento italiano

Intesa in questo senso, la conciliazione che scaturisce dal procedimento di mediazione ex d.lgs. 28/2010 si differenzia, sul piano tecnico, dalla conciliazione favorita dal giudice nell’ambito di un giudizio ordinario. In quest’ultimo caso, infatti, si fa riferimento alla mera attività, svolta dalle parti in sede extragiudiziale e senza il necessario ausilio di un soggetto terzo, di ricerca di una soluzione amichevole della controversia, che non sempre viene raggiunta.

Diversa è anche la conciliazione in ambito di tutela del consumatore. Nelle controversie in tema di consumo, infatti, la conciliazione è la procedura predisposta dal soggetto fornitore di servizi (ad esempio, nel settore della telefonia, o dell’erogazione di luce o gas), in cui il cliente-consumatore che ha subito un disservizio e lo stesso soggetto fornitore cercano un accordo che scongiuri la necessità di rivolgersi al giudice ordinario per la risoluzione della controversia.

Parimenti, ancora differenti sono gli istituti relativi alla conciliazione in ambito giuslavoristico e sindacale (artt. 409 ss. c.p.c.), le conciliazioni davanti alle Camere di Commercio e le conciliazioni paritetiche raggiunte d’intesa tra rappresentanti delle aziende e dei consumatori.

Mediazione civile ex d.lgs. 28/2010 e conciliazione

La conciliazione conseguente all’attività di mediazione ex d.lgs. 28/2010 indica, pertanto, l’accordo raggiunto dalle parti nell’ambito di tale procedura.

In base a tale decreto, il mediatore è tenuto a formulare, a tal fine, una proposta di conciliazione alle parti, che sono libere di non accettare (il rifiuto della parte, però, è valutabile successivamente dal giudice in sede di ripartizione delle spese di giudizio).

L’art. 2 del decreto dispone che “chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili”, prevedendo, in ogni caso, la possibilità per le parti di attivare le negoziazioni volontarie e paritetiche relative alle controversie civili e commerciali cui sopra si è accennato, o le procedure di reclamo e di conciliazione previste dalle Carte dei servizi dei soggetti fornitori.

Conciliazione e accordo delle parti in sede di mediazione

Il decreto 28/2010 prevede, inoltre, che, affinché la mediazione possa raggiungere quanto meno il fine di rendere procedibile la controversia in un giudizio ordinario davanti al Tribunale, è necessario che si realizzi il cosiddetto tentativo di conciliazione. A questo riguardo, l’art. 5 comma 4 prevede che la condizione di procedibilità in giudizio si considera avverata nel momento in cui si conclude il primo incontro dinanzi al mediatore, anche senza il raggiungimento di un accordo di conciliazione.

Particolare rilevanza ha la disposizione contenuta nell’art. 11 del decreto, che prevede la conclusione positiva del procedimento nel momento in cui venga raggiunto un accordo di conciliazione, il cui contenuto è riportato in un atto allegato al verbale dell’incontro.

In base all’art. 17 del decreto 28/2010, il verbale contenente l’accordo di conciliazione è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di centomila euro. La conciliazione, inoltre, assicura alle parti un credito d’imposta in ambito fiscale.

In definitiva, la conciliazione conseguente a una procedura di mediazione in ambito civile e commerciale, ottenuta presso organismi ADR qualificati come ADR Center, iscritto al nr. 1 al Registro degli Organismi di Mediazione tenuto dal Ministero della Giustizia, si pone come conveniente alternativa al giudizio ordinario, assicurando alle parti un procedimento amichevole e una pronuncia adottata in tempi brevi, con costi molto contenuti.

Commenta

inserisci un comento
Inserisci qui il tuo nome