mercoledì, Marzo 22, 2023

Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie

Nr. 1 - Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia

Home Articoli La comunicazione non verbale nella mediazione 

La comunicazione non verbale nella mediazione 

Annamaria Villafrate

Nella mediazione non ha importanza solo ciò che viene detto, ma come viene detto, senza dimenticare la comunicazione non verbale del corpo

Comunicazione non verbale e mediazione

La comunicazione non verbale ha la sua importanza anche in sede di mediazione. Questo perché si tratta di un istituto che con misura e finalità diverse, favorisce il dialogo delle parti per il superamento del conflitto in essere.

Il dialogo tra le parti così come la comunicazione del mediatore si realizza attraverso due canali comunicativi diversi: quello verbale e quello non verbale.

Il linguaggio del corpo, le espressioni facciali e il tono della voce hanno un’estrema importanza nel contesto della mediazione. Circa il 70% della comunicazione infatti è non verbale. Le parole rivestono pertanto un ruolo marginale rispetto a ciò che comunichiamo attraverso il canale non verbale.

Aspetto che, se si riflette, assume un’importanza ancora maggiore in sede di mediazione. Scopo della mediazione infatti è il superamento del conflitto attraverso il confronto libero delle parti anche sul piano delle emozioni, che trovano una via d’uscita non solo nella voce, ma anche nei gesti e nella postura del corpo.

Linguaggio verbale e non verbale: interazione in mediazione

Quando si pensa a una conversazione, è errato ritenere che non ci sia connessione tra parole e linguaggio non verbale. Al contrario, la connessione esiste a diversi livelli.

Le espressioni verbali ad esempio possono essere rafforzate nel loro significato dal linguaggio non verbale attraverso la ripetizione.

Accade il contrario quando si genera un conflitto a livello espressivo, ovvero se le parole e il linguaggio del corpo esprimono due emozioni in contrasto tra di loro.

La situazione ideale ovviamente, in cui è possibile comprendere effettivamente e con facilità ciò che l’interlocutore vuole dire è quella in cui comunicazione non verbale e verbale sono perfettamente integrate tra di loro.

Decisamente più difficile da interpretare è il meccanismo della sostituzione, che si verifica quando il corpo è l’unico canale comunicativo utilizzato per esprimere un’emozione.

Ultima forma di connessione tra linguaggio e comunicazione non verbale è la accentuazione. In questo caso il corpo serve a sottolineare un concetto o un messaggio espresso in forma verbale. 

Il corpo che parla in mediazione

Il mediatore deve essere in grado di cogliere tutte le sfumature del linguaggio appena analizzate. Il suo ruolo di soggetto terzo che deve fare emergere gli interessi sottesi alle ragioni del conflitto necessita di questa competenza.

L’individuazione dei sentimenti delle parti coinvolte e il modo in cui vengono espressi ha inoltre un’estrema efficacia predittiva su quello che sarà l’esito della mediazione.

Sentimenti negativi, come la rabbia e il desiderio di vendetta, sono infatti di ostacolo al percorso di mediazione. Spetta al mediatore intercettare queste emozioni e leggerle nella maniera più adeguata per creare un canale comunicativo.

Mediazione telematica e problematiche comunicative

La tematica della comunicazione non verbale in mediazione è di estremo interesse anche perché in continua evoluzione.

Un incontro di mediazione in presenza prevede, fin dall’inizio, tutta una serie di scambi comunicativi che dicono molto degli interlocutori: la stretta di mano, il saluto, la presentazione, l’abbigliamento, gli spazi fisici più o meno ampi che si creano spontaneamente tra i soggetti.

Il discorso cambia se l’incontro avviene in modalità telematica.

L’unica forma di comunicazione non verbale percepibile in questo contesto dalla controparte e dal mediatore, sono infatti le espressioni facciali e, se il campo di ripresa della telecamera è piuttosto ampio, i movimenti delle mani, delle braccia e la postura dell’interlocutore.

Componenti della comunicazione non verbale a cui si aggiungono quelli paraverbali, legati al tono, al ritmo, al volume e al timbro della voce.

Tutte caratteristiche che conferiscono alla comunicazione uno stile ben preciso ed elementi che si rivelano utili al mediatore negli incontri a distanza per analizzare il conflitto e intercettare strade possibili di risoluzione.

 

Commenta

inserisci un comento
Inserisci qui il tuo nome