Confidenzialità  nella conciliazione: un problema cruciale per l’ADR


Il tema della confidenzialità nella conciliazione è universalmente riconosciuto come un punto nodale per l’affermazione dell’ADR e degli strumenti non aggiudicativi di risoluzione delle controversie. Solo quando la confidenzialità delle comunicazioni e dei documenti prodotti in conciliazione viene protetta adeguatamente, le parti hanno un incentivo sufficiente per partecipare al procedimento conciliativo in maniera aperta, condividendo con la controparte o con il conciliatore le informazioni necessarie a giungere ad un accordo che crea valore.

 

La bozza di nuova direttiva europea sulla conciliazione prevede che alcune circostanze relative al procedimento conciliativo dovranno in ogni caso essere protette dalla confidenzialità:

la circostanza che una parte sia stata invitata a partecipare a una conciliazione o che non sia disposta a partecipare a una conciliazione;

– i contenuti di un’offerta di accordo conciliativo;

– le affermazioni e le ammissioni fatte dalle parti durante un procedimento di conciliazione;

– le proposte formulate dal conciliatore o l’indisponibilità di una parte di accettare tali proposte;

i contenuti di qualsiasi documento preparato ai fini della conciliazione.

 

Nessun tribunale avrà il potere di accettare queste circostanze come prova, salvo che si tratti di un procedimento che ha per oggetto proprio l’esecuzione dell’accordo raggiunto in conciliazione, o che vi sia l’espresso consenso delle parti e del conciliatore.

 

Anche se la regola sembra chiara, i casi limite potenzialmente forieri di controversie non mancheranno di certo.

 

La confidenzialità nella conciliazione ha diverse implicazioni anche per chi non è parte dell’accordo. Si pensi a un cliente che vuole citare in giudizio il suo ex avvocato, perché ritiene di essere stato spinto ad accettare un accordo gravemente svantaggioso nel corso di una conciliazione.

 

Sia il cliente che l’ex avvocato hanno interesse a portare in giudizio circostanze e avvenimenti della conciliazione, per supportare la propria posizione. In questi casi il conciliatore potrà essere chiamato a testimoniare? Si tratta di un’ipotesi non molto frequente, ma che non possiamo escludere a priori. Le istituzioni europee sono chiamate a trovare un difficile bilanciamento tra la protezione della confidenzialità e il diritto di difesa.

 

Da Tony Allen, Does mediation need further privilege?, New Law Journal

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