Il dibattito sulla nuova legge: il contributo della mediazione per la produttività del sistema giustizia

Il contributo della mediazioneIn Italia, come ci dicono le uniche indagini statistiche svolte in materia (l’ultima quella della Commissione Mirabelli), circa il 50% delle cause civili non si conclude con una sentenza, ed è un dato poco conosciuto, e, come si dice adesso, poco “percepito” non solo dal grosso pubblico, ma anche da parte degli addetti ai lavori.

La mediazione, così come qualunque meccanismo alternativo di risoluzione delle controversie, e come è avvenuto anche in altri paesi,  si pone quindi come uno strumento per giungere all’accordo, che comunque ci sarebbe ugualmente, in un tempo minore, e con un costo inferiore, incidendo invece in modo meno significativo sulla fascia di controversie che sono destinate a concludersi con una decisione giudiziale.

Una riduzione importante del numero delle cause pendenti, ed innanzitutto delle nuove iscrizioni, non avrebbe solo un effetto positivo sulla durata media e massima delle cause civili, a parità di produttività del sistema, ma avrebbe anche un effetto positivo sul piano qualitativo, ed un effetto particolarmente positivo per gli avvocati, oltre che per i loro clienti, che, per la verità, meriterebbero di essere considerati, come non sempre avviene, i veri protagonisti, e non solo come destinatari di effetti “collaterali”.

Una forte selezione delle cause pendenti, infatti, con la conseguente riduzione dei tempi di definizione, porterebbe ad un incremento del “fatturato”medio annuale, che si aggiungerebbe a quello derivante dall’assistenza alle parti nei procedimenti di mediazione, il cui numero comporterebbe verosimilmente una saldo positivo anche in una prospettiva di minore compenso unitario.

Tutto questo, per parlare solo degli aspetti economici, che non sono i soli da prendere in considerazione, perché la giurisdizione, di cui gli avvocati sono una componente di importanza decisiva, ha solo da guadagnare dall’introduzione di nuovi strumenti di definizione, che potrebbero restituirle centralità e dignità, e con ciò anche più efficacia.

La diversificazione degli esiti delle controversie e degli strumenti per definirle è del resto un fenomeno in crescita in tutti i paesi occidentali, anche basati su sistemi molto distanti tra loro, e si tratta di una tendenza inarrestabile, che è certamente meglio cercare di governare, assicurando il rispetto dei diritti dei cittadini anche in questo nuovo settore, piuttosto che ignorare, favorendo proprio in questo modo quella “privatizzazione” senza garanzie che si afferma invece di voler evitare.

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