I vantaggi della mediazione in materia di divisioni

I vantaggi della mediazione in materia di divisioni

La mediazione presenta diversi vantaggi quando la controversia verte in materia di divisione perché è la sede del dialogo in cui manifestare anche le emozioni

Divisione dei beni: oggetto

La divisione è una delle materie che l’articolo 5 del decreto legislativo sottopone alla procedura di mediazione obbligatoria, che rappresenta quindi condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Nella vita può esserci la necessità di dover procedere a una divisione in presenza di un’eredità, ma può anche accadere che una coppia di coniugi si separi e abbia la necessità di dividere i beni che in costanza di matrimonio sono entrati a far parte della comunione. Può accadere inoltre, ad esempio, che più soggetti acquistino insieme un terreno, ma con il passare del tempo, cambiando le necessità di ognuno, ci sia la necessità di dividere la comproprietà.

Divisione: riduttivo considerarla un’operazione matematica

In tutti questi casi sarebbe errato ricondurre la divisione a una mera operazione matematica di assegnazione dei beni ai contitolari. I beni, come sappiamo bene, non hanno solo un valore economico, spesso rivestono anche una notevole importanza affettiva. Pensiamo a un oggetto di valore acquistato durante un viaggio da una coppia di coniugi o alla casa di famiglia in cui hanno vissuto per anni tutti gli eredi e che alla morte dei genitori deve essere divisa. Quando si procede alla divisione di questi beni non si può prescindere da questa componente affettiva, per questo la mediazione è la sede più adatta a risolvere le eventuali controversie che dovessero insorgere.

I soggetti della divisione

Se la divisione presuppone una precedente comunione i soggetti interessati sono i comproprietari, i comunisti e i coeredi. È possibile tuttavia che alla divisione siano interessati solo alcuni dei comproprietari e non altri. Occorre inoltre considerare che spesso i soggetti che devono procedere a una divisione sono legati da legami di tipo affettivo e familiare. È questo aspetto che rende la mediazione la sede preferibile per procedere alla divisione dei beni, vediamo perché.

Mediazione sede ideale per le divisioni

Come anticipato quando si devono dividere dei beni è necessario tenere conto del rapporto che lega i soggetti coinvolti e del legame affettivo che gli stessi hanno nei confronti di ciò che deve essere diviso. La mediazione è la sede ideale per analizzare i sentimenti e le motivazioni che si celano dietro il desiderio di possedere un certo bene piuttosto che un altro. Lo scopo della mediazione infatti, non è quello di trattare la questione che ha originato la controversia solo sotto l’aspetto puramente giuridico. La mediazione è la sede della comunicazione in cui i soggetti coinvolti sono costretti in qualche modo a parlarsi e a confrontarsi grazie anche alle capacità del mediatore. Nelle controversie in materia di divisioni la mediazione si rivela uno strumento utilissimo perché è in grado di riavvicinare i soggetti in uno spazio che consente loro di esprimere i desideri più profondi, a prescindere dal valore della quota di diritti spettanti.

Divisione in mediazione: quali vantaggi?

Quando si procedere alla divisione in sede di mediazione è possibile porre fine a situazioni conflittuali e spesso anche alla soluzione di problemi collegati alla ripartizione dei beni. Nell’ambito di una procedura di divisione dei beni rientranti in una comunione legale tra coniugi è possibile che le parti raggiungano infatti anche un accordo relativo al mantenimento del coniuge più debole ad esempio, o a quello dei figli.

Non si può trascurare inoltre, come ribadito più volte, le motivazioni di tipo affettivo che caratterizzano la partecipazione dei soggetti alla mediazione, a cui consegue la possibilità di far valere i propri desideri e di manifestare le proprie aspettative e necessità.

Un mediatore capace inoltre può aiutare i partecipanti a trovare una soluzione comune e condivisa, frutto della collaborazione delle parti e dei tecnici eventualmente nominati, in tempi decisamente più rapidi di quelli che sarebbero necessari se venisse avviata una divisione giudiziale.

Un vantaggio ulteriore è rappresentato dalle agevolazioni fiscali previste qualora le parti raggiungano un accordo in mediazione. Tra queste riveste particolare importanza quella prevista in caso di trascrizione dell’accordo nei registri mobiliari o immobiliari. Ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 28/2010 infatti il verbale contenente l’accordo di mediazione non deve pagare l’imposta di registro se il valore non supera i 100.000,000 euro. L’imposta infatti è dovuta solo per la parte eccedente tale importo.

Leggi anche: “La mediazione nelle divisioni ereditarie e nello scioglimento delle comunioni. L’esperienza di un mediatore esperto”

Articoli correlati

Accordo di conciliazione e atto notarile, il notaio Saraceno: «Per le agevolazioni serve un trasferimento con effetti reali immediati»

Leggi l’articolo

Usucapione in mediazione, il notaio Saraceno: «L’accordo non ha efficacia purgativa, le trascrizioni contro l’usucapito restano opponibili»

Leggi l’articolo

la mediazione è la strada del futuro

La mediazione è la strada del futuro: perché gli avvocati devono imparare a negoziare davvero

Per molti anni una parte dell’avvocatura ha considerato la mediazione quasi come un corpo estraneo al proprio lavoro: un passaggio imposto dalla legge, prima di fare causa. Credo che questa visione, fortunatamente, appartenga sempre più al passato. Non perché il processo sia destinato a scomparire e neppure perché tutte le controversie possano essere conciliate. Ci saranno sempre cause che devono essere decise da un giudice, questioni sulle quali è necessario ottenere una pronuncia, parti che non hanno alcuna intenzione di negoziare e situazioni nelle quali, semplicemente, un buon accordo non esiste. Ma pensare oggi che il lavoro dell’avvocato consista essenzialmente nel preparare atti, partecipare alle udienze e attendere una sentenza significa, a mio avviso, guardare a una professione che sta cambiando con gli occhi di ieri.

Leggi l’articolo

Migliaia di avvocati avviano mediazioni con noi. Mettici alla prova.

N.1

del registro al Ministero della Giustizia