Dal generale al particolare: un nuovo metodo di gestione delle controversie

Quanto più una controversia è complicata da risolvere, tanto più la capacità  di astrazione diminuisce.

 

Configurare in astratto una lite significa esaminarla in modo razionale e in base a prospettive diverse. Le tecniche cosiddette di “de-escalation“, ossia di astrazione della controversia, utilizzate durante il procedimento di conciliazione, possono agevolare le parti a recuperare le proprie capacità  di astrazione, ovvero analizzare la lite in modo razionale ed avulso da pregiudizi o interferenze emotive. La conseguenza è quella di acquisire maggiore predisposizione alla soluzione.

 

Il coinvolgimento emotivo viene quindi progressivamente trasformato in tecnica e l’astrazione consente di esaminare razionalmente anche i comportamenti e gli interessi dell’altra parte.

 

Queste tecniche hanno lo scopo di:
(1) razionalizzazione ed oggettivizzare la controversia;
(2) passare da una analisi “in negativo”ad una analisi “in positivo”, ossia cosciente e razionale anche in riferimento al punto di vista della controparte.

Per raggiungere il primo obbiettivo, lo strumento più utilizzato è quello del cosiddetto “Emotional Reframing“ossia un adattamento emotivo, una tecnica che consente di ascoltare e riformulare il punto di vista dell’altra parte.

 

Dal pensiero astratto al principio della attribuzione
Il “pensiero astratto”può essere definito come una analisi incrociata tra l’esame pragmatico e quello teorico della controversia.

 

Gli effetti delle dinamiche emotive delle parti è stata approfonditamente esaminata da Franz Heider che ha definito come “Fundamental Attribution Error“le errate valutazioni che le persone generalmente fanno quando esaminano i comportamenti degli altri. Le persone, specialmente quando coinvolte emotivamente, analizzano le reazioni ed i comportamenti degli altri in base ad una valutazione cd. di attribuzione interna, ossia in base al loro modo di essere, ad esempio le caratteristiche e scelte personali, il modo di pensare e di essere. Invece, esaminano se stessi in base ad una valutazione cd. di attribuzione esterna, ossia in base a parametri esterni al proprio controllo ed altre dinamiche legate al contesto piuttosto che ai propri difetti comportamentali.

 

Alan Sillars, uno studioso di conflitti in ambito matrimoniale, ha applicato la teoria della errata attribuzione nelle controversie, giungendo alla conclusione che se tale errata attribuzione si effettua in una lite, spesso si ottiene il risultato contrario, con una netta riduzione delle possibilità  di risoluzione ed una progressiva esasperazione del coinvolgimento emotivo.

 

L’esame delle dinamiche emotive, alla luce di tale teoria, ben può essere utilizzata nell’ambito del procedimento di conciliazione.

 

In questo senso, può risultare vincente la congiunta applicazione del principio di astrazione. La tecnica da seguire potrà  essere pertanto quella di
1. ridurre i contrasti emotivi attraverso l’Emotional Refraiming;
2. sostituire le attribuzioni negative delle parti attraverso una analisi obiettiva dei reciproci comportamenti alla luce del principio della errata attribuzione.

 

In concreto:
a) il procedimento di Emotional Refraiming può essere così sintetizzato: (1) comprensione dei timori e degli interessi delle parti e del loro effettivo coinvolgimento emotivo nella controversia (2) riformulazione e presentazione ad una parte degli interessi dell’altra, con un atteggiamento più pacato, in modo da ridurre l’intensità  del coinvolgimento emotivo (3) riformulare o muovere la conversazione, cercando di dare un diverso significato o un diverso messaggio a livello emotivo.
b) La errata attribuzione del comportamento delle parti può invece essere corretta cercando di stimolare le parti a valutare i propri comportamenti mediante il processo di attribuzione interna. Un altro metodo è quello di scambiare i ruoli delle parti, creando immedesimazione e comprensione dei reciproci punti di vista.

 

 

 

Conclusioni
Le tecniche sopra evidenziate, se utilizzate congiuntamente, sono estremamente utili per facilitare il raggiungimento di risultati positivi nella conciliazione. Dalla utilizzazione connessa di tali tecniche si ottiene, inoltre, un valido strumento per costruire, all’interno del procedimento di conciliazione, diversi e nuovi schemi di risoluzione delle controversie che, dalla analisi astratta della lite, portano a nuovi risultati personalizzati nella gestione, consentendo una analisi obiettiva ed una maggiore apertura.

Rachele N. Gabellini

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