Controllare l’aggressività verbale nella conciliazione

Nella conciliazione è possibile che le parti ed i rispettivi avvocati, trovandosi faccia a faccia, diano libero sfogo all’aggressività  che covano da tempo. Ciò costituisce un grosso rischio se si tiene presente che il successo della conciliazione dipende piuttosto dall’effettiva capacità  delle parti di ricercare, ideare ed implementare soluzioni mutuamente soddisfacenti.

Detto questo, è importante sia distinguere l'”aggressività  verbale” dall'”aggressività  dialettica”, sia delineare dei metodi per limitare l’una e incrementare l’altra.

Dominic Infante, autore molto prolifico in materia, sostiene che l’aggressività  verbale mira a demolire la stima di sè della controparte, mentre l’aggressività  dialettica ha come scopo quello di dimostrare l’incoerenza delle posizioni altrui.

Roger Fisher, autore del bestseller Getting to Yes, ritiene che con il primo tipo di aggressività  si attacca la persona della controparte, mentre con il secondo tipo di aggressività  si affronta la radice del problema.

Gli effetti dell’aggressività  verbale sono pericolosi in quanto, offendendo la controparte, incrementano la sfiducia e aumentano le possibilità  che anche essa possa reagire allo stesso modo. L’aggressività  dialettica, d’altra parte, può indurre la controparte a compiere un’analisi ragionata dei fatti, se già  non lo sta facendo.

Nonostante sia stato scritto poco sul controllo dell’aggressività  verbale nella conciliazione (e corrispondentemente sull’incremento dell'”aggressività  dialettica”), la pratica ed il buon senso suggeriscono di rispettare i seguenti principi:

1. Pensare prima, reagire poi.
2. Ascoltare attentamente (i.e. ascoltare senza anticipare nella propria mente la risposta da dare alla controparte).
3. Promuovere un procedimento equo (ad es. scegliere un conciliatore imparziale).
4. Attaccare il problema, non le persone.
5. Accettare di assumere le proprie responsabilità .
6. Utilizzare una comunicazione non ostile (ad es. parlare dei propri bisogni, delle proprie esigenze e dei propri problemi piuttosto che delle colpe della controparte).
7. Ricercare gli interessi sottostanti le posizioni.

Elencare tali principi è facile, più difficile è metterli in pratica. Ciononostante, esistono numerosi stratagemmi che le parti ed i loro rappresentanti possono adottare d’accordo con il conciliatore: parlare a turno, utilizzare espressioni esplicative, focalizzare la discussione sulla ricerca di soluzioni, respirare profondamente prima di rispondere o utilizzare pause di riflessione. Questi sono solo alcuni dei modi per rispettare i principi sopra delineati.

Quando a causa del deterioramento dei rapporti tra le parti tali stratagemmi si dimostrassero inutili, il conciliatore può infine decidere di omettere la cosiddetta sessione congiunta iniziale, e convocare separatamente le parti in sessione privata.

Paola Bernardini
(Articolo tratto da “Communication and Conflict: Managing Verbal Aggression in Mediation”, di Robert K. Wrede)

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