Conciliazione stragiudiziale: le tecniche vincenti nella soluzione delle controversie

I sostenitori delle tecniche di ADR propugnano per la soluzione della controversia così come voluta dai contendenti (win-win solution). La controparte non è un nemico da combattere, ma un soggetto con il quale raggiungere un accordo in maniera bonaria.

John P. Madden, con la sua teoria della “magia della conciliazione”, sostiene che per chiudere con successo una controversia occorrono l’impegno dei contendenti, la conoscenza dei fatti di causa e la competenza del conciliatore.

1. L’impegno dei contendenti

L’impegno delle parti è fondamentale per il successo della conciliazione e non deve consistere unicamente nella mera partecipazione al procedimento, ma anche nell’attenzione e nell’applicazione delle istruzioni e delle indicazioni del conciliatore.

Elemento sintomatico dell’esistenza di un impegno alla conciliazione è, ad esempio, la decisione di intraprendere una conciliazione come anche la nomina del terzo neutrale. In realtà , l’esistenza di tali elementi potrebbe celare un interesse meramente fittizio al raggiungimento di un’intesa. Un reale interesse al conseguimento di un accordo viene peraltro dimostrato anticipando parte degli onorari cui il terzo neutrale avrà  diritto. L’impegno economico, infatti, determina un impegno psicologico che agevola il buon esito della conciliazione.

2. La conoscenza dei fatti

Spesso le parti giungono alla conciliazione con posizioni preconcette, finalizzate a giustificare il proprio agire e frutto della propria percezione dei fatti.

Infatti, nel momento in cui una persona insiste nel presentare una data versione degli avvenimenti, accentuando determinati aspetti al posto di altri in modo da colpevolizzare esclusivamente la controparte, ed esonerandosi da qualsiasi tipo di responsabilità , finisce con il convincersi della sola validità  delle proprie opinioni. Il pericolo è perciò che la visione soggettiva prevalga sui dati di fatto.

Compito del conciliatore, allora, è di epurare la controversia dalle false informazioni e dai fraintendimenti, invitando le parti alla riflessione sulla lite e agevolando l’esposizione di dati oggettivi.

3. Abilità , competenza e perizia

Il conciliatore deve inquadrare correttamente il problema dal punto di vista giuridico e conoscere il meccanismo di conciliazione. Se tuttavia è indispensabile avere la dimestichezza con le tecniche del procedimento, la preparazione tecnico giuridica non è fondamentale, dal momento che la soluzione del problema è individuata dai contendenti.

Conclusioni Conciliazione stragiudiziale

La conciliazione, in conclusione, non portando necessariamente al raggiungimento di accordi di carattere meramente economico,può essere definita come una tecnica effettiva e non meramente fittizia di risoluzione delle controversie.

Viviana Clementel

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