Avvocati e “problem solving”: il caso Atlantis – Biovent

Ripubblichiamo un intervento del Prof. Michael Wheeler in occasione del convegno organizzato da ADR Center il 28 e 29 settmbre 2001 a Rimini 

Biovent, società  che produce hi-tech, aveva citato in giudizio la propria assicurazione, Atlantis, per aver rifiutato di risarcire il valore di un carico di materiale tecnologico andato distrutto durante il trasporto. La Atlantis aveva rifiutato il risarcimento, sostenendo che la perdita del carico non era coperta dalla polizza di assicurazione sottoscritta da Biovent.

Il giudice ha impiegato tre anni per definire la causa ed esprimere un giudizio, che ha riconosciuto l’esistenza della copertura assicurativa e quindi la responsabilità  della Atlantis. Dopo due anni una perizia ha quantificato l’ammontare del danno a circa 5 milioni di dollari.

Successivamente Biovent ha agito per ottenere oltre al risarcimento del danno anche gli interessi, richiedendo nella stessa istanza il pagamento delle spese legali e ulteriori misure punitive per il comportamento lesivo messo in atto dalla società  assicurativa.

È solo a questo punto che Biovent decide di tentare un accordo con Atlantis. I dirigenti della casa produttrice di materiale tecnologico, difatti, nel valutare i rischi di un appello da parte della società  assicurativa indicono una riunione interna a conclusione della quale decidono di fare un’offerta all’assicurazione.

Gli avvocati della società  hanno fatto in questo caso un ottimo lavoro, elaborando un documento che, oltre a creare un consenso interno, ha tentato di fornire argomenti credibili in grado di far capire alla parte avversa che la richiesta era seria e importante. E nell’estate 2001 viene raggiunto l’accordo per poco meno di 7 milioni di dollari.

Definire il ruolo degli avvocati oggi giorno sembra quindi facile in teoria, ma in pratica richiede una grande attenzione. Conciliare l’impulso al problem solving con il ruolo di difensore del proprio cliente è una sfida. Se da una parte è vero che occorre cercare soluzioni creative, dall’altra occorre farlo sempre nell’interesse del proprio cliente.

L’obiettivo principale che gli avvocati devono perseguire è l’aggiunta di valore. Per aggiungere valore, però, è necessario dapprima una valutazione oggettiva del rischio. Anche quando il caso si presenta molto favorevole, infatti, non si ha mai la certezza assoluta di vincere o di quando si vincerà .

Un ruolo quindi molto speciale per l’avvocato moderno: costruire consenso interno e allo stesso tempo forgiare un accordo esterno tra le parti.

Michael Wheeler – Harvard Business School (Boston)

(Sintesi dell’intervento al Convegno di Rimini, “Cultura del conflitto e risoluzione alternativa delle controversie civili e commerciali (ADR)”, organizzato da ADR Center nel settembre 2001)

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