Aspetti emotivi e psicologici nel divorzio

I casi di divorzio nel mondo occidentale sono oggi molto numerosi. In alcuni paesi un matrimonio su due finisce con un divorzio, e la percentuale è ancora più alta se vi siete già  risposati.

Il divorzio ci fa passare attraverso alterne fasi emozionali. Il ruoli cambiano a seconda di chi ha preso la decisione di divorziare. Spesso chi ha preso l’iniziativa ha paura ed è assalito dai dubbi e dal senso di colpa. Chi subisce il divorzio si sente scioccato, tradito, perde il controllo e l’autostima. Questi momenti difficili vengono attraversati da tutte le coppie che si separano.

La prima fase è quella della disillusione rispetto al rapporto. Di solito passano almeno uno o due anni prima che i sentimenti negativi vengano esternati. Si soffre di una vaga insoddisfazione e di risentimento, si litiga spesso e la fiducia reciproca viene messa in discussione.

Dopo un certo tempo l’insoddisfazione viene a galla. In questa fase si cercano di comune accordo delle soluzioni, come la terapia di coppia, o come cercare di vivere una seconda luna di miele. Se tutto questo non funziona, nel giro di pochi mesi viene presa la decisione di divorziare.

In questa fase si cerca di creare una barriera emotiva con il partner, disprezzandolo o accentuandone tutti i lati negativi. Si cerca inconsciamente una motivazione per lasciarlo. Arrivati a questo punto difficilmente si torna indietro. È il momento in cui si iniziano a creare le occasioni per nuove relazioni, e in cui l’acrimonia reciproca è più forte.

Il passo successivo è quello di rivolgersi a un avvocato. Ci si separa fisicamente, e si cerca anche la separazione emotiva definitiva, resa difficile da possibili ritorni di fiamma. È un momento molto fluido in cui spesso si cercano nuovi punti di riferimento. I figli vengono messi a parte della decisione, e così i parenti e gli amici. Si definisce la strategia processuale con il proprio legale.

Già  durante il procedimento di divorzio è possibile che la nuova situazione inizi ad essere accettata. Si capisce che il matrimonio non era felice, e si comincia a riprogettare il futuro. Una volta concluso il divorzio, la ex-coppia prova ad accettare i rispettivi nuovi ruoli. È il momento del perdono, del rispetto ritrovato e della ridefinizione della propria vita.

Ci vogliono in genere dai quattro agli otto anni per una famiglia prima di riprendersi dallo shock emotivo e finanziario causato da un divorzio, specialmente se si è trattato di una separazione non consensuale. Il divorzio contenzioso difficilmente risolve felicemente le rotture emotive. I negoziati tra gli avvocati finiscono per creare una guerra di posizione, a scapito degli interessi dei figli minori e della possibilità  per la coppia stessa di continuare le relazioni con gli amici comuni e con la famiglia allargata.

Quando è possibile, la conciliazione e la mediazione familiare rappresentano il metodo finanziariamente ed emotivamente meno costoso per affrontare una separazione. La mediazione familiare fornisce un’assistenza anche di tipo psicologico, necessaria per accettare la propria responsabilità  nel fallimento di un matrimonio e per superare questo momento personale difficile. Ancora più fondamentale è la capacità  del procedimento di mediazione familiare di rendere i genitori direttamente responsabili per la gestione futura delle vite dei loro figli.

Luigi Cominelli

Da Psychological and Emotional Aspects of Divorce by Kathleen O’Connell Corcoran – Mediate.com

 

 

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