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Relazione annuale sullo stato della giustizia in Italia

Redazione MondoADR
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Il 27 gennaio scorso, nell’aula di Montecitorio, il ministro Guardasigilli Angelino Alfano ha sottolineato nella sua relazione annuale sullo stato della giustizia, le condizioni preoccupanti in cui versa la giustizia italiana: la lentezza dei processi e, specie per la giustizia civile, \’\’l\’impressionante” mole dei fascicoli arretrati da smaltire.
\’\’Un vero dramma – ha spiegato il ministro – perché non solo non si riesce a smaltire questo spaventoso arretrato, ma si arranca faticosamente senza riuscire neppure ad eliminare un numero almeno pari ai sopravvenuti, e così si alimenta ulteriormente il deficit di efficienza del sistema”.
La questione giustizia – prosegue Alfano – è oggi diventata una vera e propria priorità nazionale, una emergenza che riguarda sia il settore penale che quello civile e che finisce per coinvolgere negativamente anche le possibilità di sviluppo economico del nostro Paese, come, impietosamente, viene messo in rilievo anche da prestigiose istituzioni internazionali (si pensi al rapporto CEPEJ 2006 ed al rapporto Doing Business 2008 della World Bank). Vi è poi la necessità improcrastinabile di recuperare la credibilità e la fiducia del sistema giudiziario italiano da parte dei cittadini, che da utenti subiscono in prima persona l’intollerabile lentezza delle procedure e da osservatori rimangono spesso attoniti rispetto ad eventi tanto mediaticamente clamorosi, quanto discutibili sul piano istituzionale”.
Sconcertanti i numeri del tracollo del sistema giudiziario, come ad esempio quelli relativi alle pendenze delle cause civili, che risultano essere pari a cinque milioni e 425 mila procedimenti, con tempi di attesa di 960 giorni per il primo grado e di 1.509 per l\’appello.
La speranza è dunque che la riforma della giustizia diventi presto qualcosa di concreto e che il sogno di \’\’una giustizia senza aggettivi, che rispetti il cittadino e che dal cittadino venga rispettata\’\’ divenga realtà.
Dopo l’approvazione della Camera dei Deputati dello scorso 1 ottobre 2008, il disegno di legge che prevede accanto alla riduzione dei termini processuali, la semplificazione dell’istruzione e della decisione della causa, le prime norme sul processo telematico, anche la delega al Governo per la semplificazione dei riti processuali e l’introduzione della mediazione civile e commerciale, è difatti all’esame della Commissione giustizia e della Commissione affari costituzionali del Senato.
Tutto l’intervento del Ministro è disponibile al link: http://www.giustizia.it/uffici/inaug_ag/ag2009/ag2009ministro_camere.htm

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