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Per la Corte d’Appello di Roma, l’obbligo di presentare istanza di mediazione spetta all’opposto

Luca Tantalo

È mediatore professionista ai sensi del D.lgs. 28/2010, avendo frequentato il corso di 52 ore dell’ADR Center. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 1997, è abilitato al patrocinio presso le Magistrature Superiori. Da quando ha conosciuto l’istituto della mediazione e delle ADR in generale, sta cercando di proporre tale soluzione alla quasi totalità della sua clientela, essendo convinto che questo sia il miglior modo di tutelare gli interessi dei clienti.

La Corte d’Appello di Roma con sentenza 4 marzo 2021, ha accolto il gravame e capovolto il provvedimento di primo grado, che stabiliva che l’onere di presentare l’istanza di mediazione spettasse all’opponente, dichiarando la revoca del decreto ingiuntivo opposto, in conformità a quanto statuito dalle Sezioni Unite della Cassazione , con la sentenza n. 19596/20.

In seguito ad opposizione a decreto ingiuntivo in materia di locazione finanziaria, il giudice assegnava alle parti il termine per l’esperimento del procedimento di mediazione obbligatoria ex art. 5, comma 1-bis, D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28.
La procedura veniva avviata dal creditore opposto, ma non veniva poi prodotta in giudizio la prova della proposizione dell’istanza; di conseguenza, il Tribunale riteneva che non si fosse verificata la condizione di procedibilità, ma seguendo il primo orientamento (quello della sentenza 24269/2019), dichiarava l’improcedibilità dell’opposizione a decreto ingiuntivo con la conseguenza della definitiva esecutività di questo.
 
Veniva proposto appello, con cui si chiedeva, fermo restando il mancato avveramento della condizione di procedibilità posta dall’art. 5, comma 1-bis D.Lgs. n. 28/2010, di pronunciare non l’improcedibilità del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ma la revoca del decreto ingiuntivo opposto.
 
La Corte d’Appello di Roma, nel decidere, si è allineata ai principi affermati dalla nota Cass., sez. un., 18 settembre 2020, n. 19596; di conseguenza, ha accolto l’appello e ha revocato il d.i. opposto, interpretazione che appare più corretta, almeno fino a quando le Sezioni Unite non dovessero intervenire nuovamente sulla questione (conforme Corte d’appello di Bari, sez. II, 18 febbraio 2021, n. 287).

 

1 Commento

  1. Chiunque sia a presentare la domanda (sia opponente, sia opposto) dimostra saggezza, e maturità emotiva mediante il
    Perdono che sia educativo e non passivo
    #coscienzacollettiva

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