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Mediazione obbligatoria: cresce l’utilizzo in Europa nel settore civile, penale e familiare

Marco Sicolo

Ecco i dati del nuovo rapporto del CEPEJ sull’uso in Europa della mediazione obbligatoria e degli altri strumenti di ADR

L’utilizzo della mediazione obbligatoria e degli altri strumenti di Alternative Dispute Resolution (ADR) è in costante aumento all’interno del territorio europeo, come rileva il rapporto di valutazione dei sistemi giudiziari stilato dal CEPEJ (Commissione europea per l’efficienza della giustizia).

Rapporto CEPEJ 2022

Il rapporto CEPEJ 2022, pubblicato lo scorso settembre e stilato sulla base dei dati rilevati fino al 2020, evidenzia, in particolare, il legame che intercorre tra la tendenza in diminuzione del numero complessivo di cause iscritte a ruolo nei tribunali di tutta Europa e il ricorso sempre più diffuso alle soluzioni ADR.

Questa circostanza è dovuta, innanzitutto, alle riforme attuate da vari Paesi, volte a favorire e rendere sempre più appetibile l’utilizzo della mediazione obbligatoria, sull’esempio dei sistemi di altri Paesi, in cui le ADR rappresentano già da anni una realtà consolidata nel panorama dell’amministrazione della giustizia.

La mediazione nei Paesi europei

Molti Stati, infatti, come l’Italia, il Belgio o l’Austria, hanno reso obbligatorio il tentativo di conciliazione, con riferimento ad alcune specifiche materie, nell’ottica di deflazionare il ricorso all’Autorità Giudiziaria e rendere possibile la conciliazione in una diversa sede, su ordine del giudice o su iniziativa di parte.

Tale possibilità viene riconosciuta, nella maggior parte dei casi, nei vari settori della giustizia, come quello civile, penale o familiare.

Il ricorso alla risoluzione stragiudiziale viene incentivato anche dalla previsione di costi molto contenuti a carico delle parti, rispetto a quanto avviene nell’ambito dei giudizi ordinari.

In ogni caso, il rapporto CEPEJ rileva che, in valore assoluto, i numeri relativi alla mediazione sono ancora bassi rispetto allo standard auspicabile e si ritiene, quindi, che vi siano grandi margini di miglioramento al riguardo.

Un potenziale inespresso: il caso della Turchia e dei Paesi Bassi

Sebbene, infatti, i dati a disposizione della Commissione che ha elaborato lo studio non consentano di trarre conclusioni definitive, è evidente che le ADR abbiano ancora un potenziale inespresso: è emblematico il caso della Turchia, Paese in cui, una volta introdotta la mediazione anche in ambito penale, le cause risolte in tale sede sono aumentate in maniera esponenziale ed è stato rilevato un tasso altissimo nel rapporto mediazioni tentate/riuscite.

Altrettanto significativo è il caso dei Paesi Bassi, in cui la soluzione delle controversie penali può essere concordata, per un ampio numero di reati, dalla parte offesa e dall’imputato, sotto la supervisione di giudice e pubblica accusa.

In definitiva, il rapporto CEPEJ 2022 è la dimostrazione più autorevole che le ADR rappresentano, anche in Italia, la soluzione ideale per il futuro della giustizia, assicurando un importante risparmio di costi e tempi per le parti e garantendo una sostanziosa diminuzione del carico di lavoro per i tribunali.

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