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Libertà  per gli ostaggi

Redazione MondoADR
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È stato trasmesso da LA7 lo scorso dicembre il reportage sulla storia dei due italiani -i fiorentini Fulvio Tesoro e Angelica Bucalossi- tenuti in ostaggio per 40 ore nell\’Hotel Oberoi di Mumbai assediato dai terroristi. Ad intervistarli Frediano Finucci, caporedattore del telegiornale di LA7.
Il reportage è stato occasione per intervistare in esclusiva Michael Tsur, membro della squadra speciale di crisi dell\’esercito israeliano, esperto di trattative con i sequestratori in qualità di negoziatore. Tsur possiede una grandissima esperienza nel gestire situazioni di emergenza, stress e ansia. Ha partecipato in prima persona ai negoziati nel sequestro del giornalista britannico della BBC Alan Johnston rapito a Gaza nel 2007 che verrà liberato dopo 113 giorni di prigionia e alla negoziazione durante l’assedio della basilica della natività a Betlemme nel 2002 (uno tra i più lunghi della storia con 38 giorni di negoziato).
L’intervista del Reportage è stata realizzata nella sede di ADR Center, in occasione della partecipazione si Tsur al simposio internazionale “Negotiation at its best” lo scorso maggio.
Nell’intervista, Tsur racconta la sua storia, e svela le tecniche e i retroscena di chi, per mestiere, è chiamato a negoziare con terroristi e sequestratori. L’esperto racconta di considerare la sua controparte, durante una trattativa, un “partner” dal momento in cui comincia a negoziare, che si tratti di un sequestratore o di un terrorista. Tsur continua dicendo che nelle negoziazioni di crisi non ci sono né vincitori né perdenti, dal momento che esiste un modo di risolvere il problema che va bene a tutti, ed è per questo possibile trovare una soluzione. Tsur spiega che capisce che il negoziato sta andando in una buona direzione quando il partner dimostra la volontà di ascoltare ciò che egli dice, e di rispondere, anche alle domande più banali (“vuoi coperte, cibo, sigarette?”).
Nell\’analisi dell\’esperto, un attacco terroristico come quello di Mumbai, in grandi alberghi come l\’Oberoi e il Taj, con tante stanze, finestre, porte, un posto difficile da controllare, faceva intuire che non si trattava di un\’operazione per catturare ostaggi: secondo Tsur chi è entrato lì voleva solo uccidere ed essere a sua volta ucciso. In casi come questo Tsur dice che la cattura di ostaggi e la brutalità hanno lo scopo di dimostrare l\’esistenza e l\’efficienza di un gruppo criminale tramite un azione di terrore globale.
Vedi il Reportage

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