Danni punitivi: l’applicazione dei principi della nota sentenza State Farm contro Campbell

Torna all’attenzione degli addetti ai lavori la sentenza 538 U.S. 408 della Corte Suprema degli Stati Uniti, meglio nota come State Farm v. Campbell e famosa per aver delimitato il diritto ai danni punitivi, ritenuti ingiustificati se superiori più di nove volte l’ammontare dei danni compensativi (c.d. single digit ratio).

La Corte di Appello della California deve, infatti, decidere di nuovo la causa Johnson v. Ford Motor, dove Johnson ha agito legalmente contro la casa automobilistica per un difetto nel sistema di trasmissione della sua “Ford Taunus“.

In un primo momento, la Corte d’Appello della California ha seguito l’orientamento della Corte Suprema, riducendo l’ammontare dei danni punitivi nei confronti di Ford Motor Co. da 10 milioni di dollari a soli 53.435,00 dollari.

Tuttavia, la Corte Suprema della California ha affermato che nè il riconoscimento di danni punitivi per 10 milioni di dollari, ravvisati nel giudizio di primo grado, nè la sua riduzione a 53.435,00 dollari decisa dalla Corte d’Appello sono congrui. La causa è stata rinviata quindi nuovamente alla Corte di Appello per la decisione.

Gli avvocati di Johnson sottolineano che in California i danni puntivi sono sempre stati utilizzati come deterrente contro le condotte commerciali fraudolente. Gli avvocati della Ford concordano con i colleghi di controparte, puntualizzando però che non sarebbe questo il caso perchè la controversia riguarderebbe solo un singolo veicolo.

La parola ora passa un\’altra volta alla Corte di Appello che dovrà  mettere la parola fine alla vicenda.

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