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La clausola compromissoria sopravvive alla risoluzione del contratto

Redazione MondoADR
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Contrariamente a quanto affermato nel caso Aberdeen Golf Club & Country Club v. Bliss Construction, il 7 marzo scorso la Corte d’Appello della Florida ha stabilito nella decisione Auchter Company v. Fouad Zagloul che, in caso di risoluzione del contratto recante una clausola compromissoria, l’obbligo di ricorrere all’arbitrato per le controversie sorte a causa del contratto stesso permane senza bisogno che ciò sia espressamente pattuito.
La sentenza enuncia un principio di portata generale, e sarà pertanto suscettibile di un’applicazione molto estesa in tutti gli Stati Uniti.
Nel 2003 Zagloul e Auchter, rispettivamente proprietario e costruttore, stipularono un contratto per la costruzione di un immobile avvalendosi di un modulo contrattuale predisposto dall’AIA (American Insitute of Architects). Nel modulo era inserita una clausola che prevedeva in capo alle parti, per le eventuali controversie che fossero sorte tra loro in relazione al contratto, l’obbligo di tentare la conciliazione della lite e, nel caso in cui questa non fosse andata a buon fine, l’obbligo di ricorrere all’arbitrato.
Nel 2005 Zagloul risolse il contratto citando Auchter per inadempimento contrattuale. Auchtel tentò di far dichiarare in giudizio l’obbligatorietà del ricorso alla conciliazione e all’arbitrato, ma il giudice rigettò l’istanza argomentando che, a seguito della risoluzione dell’intero contratto, era da considerarsi caducata anche la clausola compromissoria in esso contenuta.
Pronunciandosi sull’impugnazione, la Corte d’Appello della Florida ha riformato la sentenza di primo grado e ha chiarito che in linea di principio le clausole compromissorie sopravvivono alla risoluzione del contratto fatta valere da una parte. A sostegno della sua decisione, la Corte ha sottolineato che qualora non si accogliesse questa interpretazione, le parti potrebbero recedere dal contratto unilateralmente distorcendo maliziosamente il regolamento contrattuale per sottrarsi all’applicazione della clausola, con una vistosa violazione dei più elementari principi in materia di buona fede e correttezza nell’esecuzione.

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