Interrogazione al Parlamento Europeo sulla Direttiva 2008/52

Parlamento EuropeoKlaus-Heiner Lehne, a nome della commissione giuridica, ha presentato il 12 ottobre 2012 la seguente interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione. 

Le commissioni del Parlamento con competenze nel settore della mediazione valutano positivamente la risposta della Commissione alle prove sempre più numerose che la direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 relativa ad alcuni aspetti della mediazione in materia civile e commerciale sembra ben lungi dal realizzare gli obiettivi dichiarati, ad esempio “facilitare l’accesso alla risoluzione alternativa delle controversie e promuovere la composizione amichevole delle medesime incoraggiando il ricorso alla mediazione e garantendo un’equilibrata relazione tra mediazione e procedimento giudiziario”.

Infatti, come dimostrato da vari lavori accademici e studi, alcuni dei quali effettuati grazie a cofinanziamenti della Commissione, il numero dei casi mediati resta ridotto in proporzione ai casi contestati in tribunale. In alcuni paesi, la percentuale è inferiore allo 0,1%.

Inoltre, un recente studio presentato presso il Parlamento ha evidenziato che la mediazione, se utilizzata diffusamente, può comportare un notevole risparmio in termini di tempo e denaro, misurabile in maniera precisa. In particolare, lo studio ha dimostrato che in media nell’UE la mediazione consentirebbe un risparmio di tempo e costi anche con un tasso di successo molto basso (circa il 25%).

Alla luce di quanto suesposto, può la Commissione rispondere a quanto segue:

1. Come intende far fronte al problema del mancato rispetto degli obiettivi prefissati nella direttiva?

2. In particolare, come intende assicurare l’effettivo raggiungimento di “un’equilibrata relazione tra mediazione e procedimento giudiziario”?

3. Ritiene essa che la richiesta di “un’equilibrata relazione” implichi l’obbligo da parte degli Stati membri di stabilire e raggiungere una percentuale minima di casi che dovranno essere mediati in ogni paese, almeno per quanto riguarda le controversie transfrontaliere?

4. In caso affermativo, quali azioni intende essa intraprendere qualora la percentuale minima non sia stabilita o raggiunta?

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