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Gli accordi collettivi di lavoro si concludono dal conciliatore

Redazione MondoADR
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Uno schieramento trasversale nel Congresso propone di modificare la legislazione federale in materia di lavoro per agevolare la nascita di nuovi sindacati e rendere obbligatorio il tentativo di conciliazione e l’arbitrato nel caso di fallimento delle trattative per gli accordi collettivi di lavoro.
Se approvato, il cosiddetto Employee Free Choice Act consentirà, dunque, ai sindacati di nuova formazione di richiedere al Federal Mediation and Conciliation Service la nomina di un conciliatore dopo almeno 90 giorni di impasse nelle trattative per un accordo collettivo.
In caso di mancata conciliazione, dopo 30 giorni il Federal Mediation and Conciliation Service potrà deferire la controversia a un collegio arbitrale la cui decisione vincolerà sindacato e datori di lavoro per un periodo minimo di due anni, salvo modifica scritta consensuale dei termini dell’accordo.
Ai sensi della legislazione vigente, le parti in una trattativa collettiva hanno l’obbligo di partecipare in buona fede, ma non sono tenute a raggiungere un accordo. Questo impedisce alle nuove formazioni sindacali di affermarsi a scapito della libertà dei lavoratori.

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