Contro i limiti delle class actions nelle clausole compromissorie

Recentemente, la sede californiana di JAMS, principale provider nordamericano di servizi di ADR, ha reso noto che non amministrerà  più arbitrati scaturenti da clausole compromissorie limitative della possibilità  di introdurre una class action, allo scopo di garantire una giustizia la più completa possibile a coloro che richiedono di avvalersi dell’arbitrato.

Anche le corti statali, ormai, stanno cercando di rimuovere tali restrizioni: in particolare, la stessa corte d’appello della California ha ripetutamente stabilito che le preclusioni all’azionabilità  delle class actions sono illegittime.

JAMS ha potuto valutare che in molti casi i ricorrenti accettavano di rinunciare alla possibilità  di intraprendere una class action pur di risolvere la controversia in arbitrato.

 Per via di questa battaglia di principio, JAMS sta attirando su di sè molto favore sia da parte dei consumatori e lavoratori sia da parte dei loro avvocati, tanto che ora tutti si aspettano che anche altri organismi di arbitrato facciano lo stesso.

 C’è chi, tuttavia, ha criticato l’operato di JAMS, affermando che così facendo viola le norme del Federal Arbitration Act e fa proprio un potere interpretativo che spetta solo alle corti statali. Il principio imposto dalla legge, infatti, è quello di dare esecuzione alle clausole compromissorie esattamente secondo quanto esse stabiliscono.

 Invero, le controversie basate sulle class actions sono cresciute esponenzialmente negli ultimi dieci anni, pur essendo spesso infondate, divenendo così una delle maggiori spese per diverse società . Senza contare il fatto che una pronuncia della Corte suprema aveva riconosciuto agli arbitri la facoltà  di interpretare liberamente una clausola compromissoria se fosse permissiva o meno di una class action. Ecco perchè, dinanzi a tali rischi imponderabili, si è giunti a limitare la possibilità  di esperire le class actions quanto meno negli accordi arbitrali, preferendosi al contrario dare corso ad arbitrati su base individuale.

  In siffatta situazione, l’American Arbitration Association sta cercando di trovare una posizione univoca sulla circostanza se la rinuncia alla class action contenuta nella convenzione arbitrale sia legittima o meno.

 Il National Arbitration Forum, organismo arbitrale con sede in Minnesota, ha invece sostenuto che le leggi esistenti negli Stati Uniti prevedono che le clausole compromissorie in cui si vieta il ricorso alle class actions devono essere ugualmente eseguite così come sono ed è in questo modo che il NAF si comporta, posto che gli organismi che amministrano gli arbitrati hanno l’obbligo di mettere in pratica le clausole arbitrali secondo la volontà  delle parti che le hanno stipulate, senza che possano imporre ai compromettenti una loro diversa interpretazione. Pur riconoscendo che le corti della California stanno ormai affermando, appunto, il principio della ineseguibilità  delle clausole compromissorie preclusive delle class actions.

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