Conciliazione obbligatoria nelle tlc promossa a pieni voti dall’Ue

La legge italiana sulla conciliazione obbligatoria nelle controversie tra imprese di telecomunicazione e utenti supera a pieni voti l’esame dell’Unione europea. Così sentenzia la Corte di Giustizia europea chiamata ad esprimersi in via pregiudiziale nell’ambito di una causa che vedeva contrapposti alcuni utenti e le società fornitrici Telecom Italia SpA e Wind SpA. La Corte ha infatti dichiarato legittima la conciliazione pregiudiziale obbligatoria prevista per le controversie fra utenti e fornitori in materia di “servizio universale”, purché non comporti un ritardo sostanziale per la proposizione di un ricorso giurisdizionale, sospenda la prescrizione dei diritti in questione e non generi costi rilevanti per le parti, e purché la via elettronica non costituisca l’unica modalità di accesso a tale procedura di conciliazione e sia possibile disporre provvedimenti provvisori nei casi eccezionali in cui l’urgenza della situazione lo imponga. Secondo la Corte, il Codice delle comunicazioni elettroniche, con cui l’Italia ha recepito la direttiva 2002/22/Ce, è in linea con il diritto europeo. Ma c’è di più. Nell’asserire la compatibilità dell’obbligo della procedura di conciliazione alla direttiva, la Corte ne ribadisce, altresì, il suo effetto utile. A ben vedere la conciliazione rispetterebbe, infatti, il principio di equivalenza secondo cui le procedure intese a garantire la tutela dei diritti spettanti ai singoli in forza del diritto comunitario non devono essere meno favorevoli di quelle che riguardano ricorsi analoghi di natura interna. Inoltre, l’esperimento di un tentativo obbligatorio non lede il principio di effettività della tutela giurisdizionale, visto che non rende difficile l’esercizio dei diritti conferiti dall’ordinamento giuridico dell’Unione.

Mark Alexander Shalaby, Direttore degli Affari legali di WIND che ha seguito personalmente la vicenda costituendosi nel giudizio, ha dichiarato di “essere molto soddisfatto della decisione della Corte di Giustizia Europea che riafferma i principi di legge essenziali per la protezione degli interessi dei consumatori e l’efficienza dei metodi di risoluzione alternativa delle controversie. Fin dal primo momento WIND ha dato particolare importanza a questo caso ed è stato il solo operatore telefonico italiano che si è costituito davanti alla Corte di Giustizia Europea per difendere questi principi”.

“Tre gli elementi di rilievo della pronuncia che avranno effetti anche sul recente Decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28 in tema di mediazione”  – sottolinea Daniele Cutolo l’avvocato che ha rappresentato Wind nel procedimento innanzi alla Corte Europea  – “l’Obbligatorietà del tentativo, nell’assicurare una  definizione più spedita e meno onerosa delle controversie, il decongestionamento dei tribunali e l’assenza di qualsiasi pregiudizio per le parti, persegue legittimi obiettivi di interesse generale. In secondo luogo la decisione espressamente riconosce che l’introduzione di una procedura di risoluzione extragiudiziale meramente facoltativa non costituisce uno strumento altrettanto efficace per la realizzazione di tali obiettivi. Infine, la previsione di un tentativo obbligatorio di mediazione comporta solo un differimento della proposizione di un eventuale ricorso giurisdizionale nel rispetto di quel diritto di ciascun cittadino a vedersi giudicata la sua causa da un tribunale indipendente e imparziale (art. 6 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali).

Negli stessi giorni in cui si attende l’ormai prossima entrata in vigore del decreto legislativo sulla mediazione delle controversie civili e commerciali in Italia, la conciliazione incassa un altro successo. Questa volta di portata addirittura europea.

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