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Conciliazione in diritto di famiglia nel panorama internazionale

100 Newsletter, oltre 1.000 visite giornaliere e 10.000 abbonati. Sono questi i numeri di “Soluzioni ADR”, la newsletter mensile di ADR Center, nata nell’oramai “lontano” giugno 2002. In dieci anni, Soluzioni è cresciuta assieme alla rilevanza dell’istituto della mediazione in Italia, diventando luogo privilegiato di incontro e confronto in tema di risoluzione alternativa delle controversie.

La giornalista Holly Hubbard Preston nell’articolo di febbraio sull’International Herald Tribune “When Cooing stops but billing continues: Mediation” delinea un progressivo incremento dell’uso della “mediation”negli Stati Uniti e in Europa nelle liti familiari. Ms. Preston riporta che una delle ragioni prevalenti per cui le parti in una causa di divorzio decidono di utilizzare la mediation è quella di evitare onorari elevatissimi per cause che si trascinano per anni.

Tra le personalità  intervistate, due dei cinque partner del MEDALThe International Mediation Services Alliance, l’alleanza creata dai cinque principali organismi di conflict management e conciliazione stragiudiziale professionale (ACB Mediation, ADR Center, CEDR, CMAP e JAMS).

Karl Mackie, amministratore delegato del Center for Effective Dispute Resolution (CEDR) di Londra, ha dichiarato che negli ultimi tempi ha iniziato ad accettare un maggior numero di “mediation”di liti familiari in quanto, a suo parere, consentono di ridurre i costi e di risolvere il conflitto mediante un approccio più amichevole.

Negli Stati Uniti, le coppie che affrontano una causa di divorzio perdono mediamente in spese legali il 77% della loro ricchezza complessiva. Consci di questa situazione, i professionisti americani hanno concentrato progressivamente la loro attenzione sulle tecniche di ADR, quali arbitrato conciliazione e “collaborative law”(quest’ultimo, diffuso soprattutto in Nord America è una forma ibrida di mediation ove le parti con i rispettivi legali si riuniscono, con o senza il terzo neutrale, per negoziare la risoluzione amichevole della controversia; se il negoziato fallisce, i legali vengono rimpiazzati da due nuovi legali).

E’ interessante notare, tuttavia, che per le parti il ricorso a procedure ADR non significa un risparmio sulla tariffa oraria del professionista, in quanto spesso la dimensione e complessità  dei casi, e quindi la necessità  di rivolgersi ad un professionista in grado di lavorare in modo costruttivo e rapido determina, come fa notare Wright – membro dell’organizzazione britannica Resolution – l’aumento dei costi.

Per quanto concerne l’Italia, il Prof. De Palo, Presidente di ADR Center, rileva che le prime due associazioni di mediazione familiare sono state fondate circa vent’anni fa per iniziativa di psicologi e specialisti in terapia famigliare. Il Prof. De Palo puntualizza che un grande vantaggio della conciliazione in un paese come l’Italia, dove la durata media di un processo civile è di 10 anni, è quello di risolvere rapidamente la lite e permettere alle parti di andare avanti con la loro vita.

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