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Conciliazione e arbitrato possono convivere

Redazione MondoADR
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Una Corte d’Appello della Georgia ha stabilito che la conciliazione non è incompatibile con la volontà di risolvere la controversia autoritativamente senza ricorrere al giudice. La parte che partecipa ad un tentativo di conciliazione per ordine del giudice non rinuncia al proprio diritto di valersi della clausola compromissoria, e quindi di far decidere la controversia in un procedimento arbitrale.
Questi i fatti: l’acquirente di un immobile cita l’impresa costruttrice, lamentando un inadempimento contrattuale e invocando la garanzia derivante da vizi di costruzione. Il giudice di primo grado impone alle parti di tentare la conciliazione, ma il procedimento si conclude con un mancato accordo, e l’impresa chiede al giudice un’ordinanza che dichiari l’obbligatorietà del ricorso all’arbitrato previsto da una clausola compromissoria.
Il giudice nega tale ordinanza, facendo proprie le considerazioni dei legali dell’acquirente. Secondo i legali, aderendo al tentativo di conciliazione i costruttori avrebbero rinunciato alla clausola compromissoria, tenendo nei fatti comportamenti incompatibili con la volontà di avvalersene.
La Corte d’Appello ha,però, ritenuto infondata la tesi dell’acquirente. Ha, infatti, osservato che nel caso di specie l’impresa non aveva mostrato alcun comportamento che potesse essere inteso come una rinuncia al diritto all’arbitrato. Il fatto che il costruttore avesse aderito al tentativo di conciliazione ordinato dal giudice, non poteva essere assunto come argomento a sostegno della tesi contraria, in quanto la conciliazione ha come scopo quello di risolvere la lite senza ricorrere al giudice ordinario, e questo non è incompatibile con la volontà di ricorrere all’arbitro.

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