A scuola arriva l’aula di mediazione

Sperimentata in un istituto di Treviso l’aula della mediazione, per risolvere i conflitti tra gli studenti ed evitare le punizioni

Liti tra studenti: stop alle punizioni, sì alla mediazione

Un’aula di mediazione vera e propria per trovare un accordo tra gli studenti ed evitare i conflitti, dicendo addio così a punizioni e sospensioni. È l’idea avuta dall’istituto statale “Fabio Besta” di Treviso che sarà presto replicata in altre scuole della città ma che è perfettamente mutuabile in tutte le scuole italiane.

Come funziona l’aula di mediazione

Funziona così il “mini-tribunale” composto da professori e studenti per risolvere le controversie interne: se si verifica una lite tra ragazzi, questi verranno condotti in un’aula dove alcuni alunni dell’istituto proporranno, di concerto,  con gli insegnanti delle attività di mediazione per comprendere gli errori ed approdare ad una riconciliazione.

Ovviamente, sia docenti che studenti sono stati formati da esperti ad hoc e quindi sono pronti per utilizzare le strategie e i metodi appresi per risolvere le controversie che si presenteranno nel corso del tempo.

Mediazione quale alternativa alle punizioni

“In un periodo in cui – ha spiegato la dirigente scolastica Renata Moretti al Corriere del Veneto – insorgono conflitti per banalità, causati dalla mancata socializzazione dei ragazzi, a seguito della pandemia, ci prefissiamo di fare la differenza”. Ed ecco quindi la mediazione, quale alternativa ai metodi tradizionali per risolvere le liti e anche accantonare punizioni e note disciplinari che, secondo la dirigente, sono “poco efficaci”, “non creano consapevolezza, non insegnano e non trasmettono nulla ai ragazzi”.

Attraverso la mediazione, invece, “li facciamo pensare, insegniamo loro, o almeno ci proviamo, a trasmettere valori come l’empatia e il rispetto reciproco, che sono alla base della civiltà, attraverso una serie di tecniche che sono state appositamente affinate grazie agli esperti”.

 

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