Risoluzione dei conflitti delle S.a.s. in mediazione

Caratteristiche della società in accomandita semplice e possibili controversie tra soci che possono essere risolte in mediazione

Società in accomandita semplice: caratteristiche principali
La società in accomandita semplice (S.a.s.) è una società di persone e come tale, in caso di controversie tra soci, è soggetta alla mediazione obbligatoria in virtù delle modifiche apportate all’istituto dalla Riforma Cartabia.

Si tratta di una società che si caratterizza per la presenza di due categorie distinte di soci:

  • i soci accomandatari, responsabili illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali e con l’esclusiva gestione e amministrazione della società;
  • i soci accomandanti, che non partecipano all’amministrazione e rispondono delle obbligazioni nei limiti della loro quota conferita, salvo specifiche eccezioni legali.

Questa distinzione incide inevitabilmente sui poteri e sulle funzioni delle due distinte categorie di soci.  Gli accomandanti, ad esempio, non possono compiere atti amministrativi o negoziare in nome della società, se non tramite procura speciale per singoli affari, pena la responsabilità illimitata e l’esclusione. Essi possono collaborare sotto la direzione degli amministratori, fornire autorizzazioni e pareri (se previsto nell’atto costitutivo), e svolgere attività di ispezione e sorveglianza. Hanno   diritto però alla comunicazione annuale del bilancio, alla sua verifica e alla consultazione dei documenti sociali. Alle cause di scioglimento previste per la società in nome collettivo, per la S.a.s. vale anche quella collegata alla mancanza di una delle due categorie di soci, anche se è possibile scongiurare lo scioglimento se entro 6 mesi si procede alla ricostituzione della categoria che è venuta meno. Durante la liquidazione, infine gli accomandanti mantengono la responsabilità limitata alla quota percepita, per cui i creditori insoddisfatti possono rivalersi su di loro solo entro tale limite.

Quali liti si possono risolvere in mediazione?
Le società di persone, compresa la s.a.s, rappresentano la forma giuridica ideale per piccole e medie imprese basate su un forte legame tra i soci. Questa peculiarità, apparentemente positiva, non scongiura l’insorgenza di possibili controversie. Le liti possono riguardare ad esempio la natura, il valore e ai tempi dei conferimenti promessi o   eseguiti dai soci.  Queste dispute possono minare il capitale sociale e la capacità operativa dell’impresa fin dal suo avvio. Possono anche generare risentimento e diffidenza tra i soci, incrinando la base fiduciaria essenziale per il funzionamento di una società di persone. Un’altra fonte di disaccordo può essere rappresentata dalle decisioni che riguardano la gestione ordinaria e straordinaria dell’attività sociale. Possono emergere conflitti ad esempio sull’opportunità di compiere specifiche operazioni, sulla gestione finanziaria e sulle strategie di mercato. Nelle società in accomandita semplice, la distinzione tra soci accomandatari (amministratori) e soci accomandanti (privi di potere amministrativo) può generare tensioni se i secondi si sentono esclusi dalle decisioni importanti o se si contesta l’operato di chi amministra. I criteri di ripartizione degli utili e delle perdite sono spesso stabiliti nel contratto sociale. Tuttavia, possono sorgere contestazioni sull’interpretazione di tali criteri, sulla decisione di non distribuire gli utili (ad esempio, per reinvestirli), o sulla modalità di copertura delle perdite. Anche la decisione di sciogliere la società e le successive fasi di liquidazione possono essere particolarmente conflittuali. Possono sorgere dispute sulle cause di scioglimento, sulle modalità di nomina del liquidatore, sulla valutazione degli attivi e dei passivi, sui criteri di ripartizione del residuo attivo tra i soci e sulla gestione delle eventuali passività residue.

I vantaggi della mediazione
La mediazione civile offre un approccio alternativo alla risoluzione di queste liti, focalizzandosi sul ripristino del dialogo e sulla comprensione delle dinamiche umane sottostanti ai conflitti. Senza dubbio l’ambiente della mediazione, decisamente neutrale e confidenziale, favorisce un confronto più aperto e meno formale rispetto a un’aula di tribunale. Questo setting “umano” permette ai soci di abbassare le difese e di esprimere le proprie preoccupazioni e aspettative in un contesto protetto. Il mediatore, facilitando la comunicazione, aiuta i soci a prendere consapevolezza dei rischi concreti e dei costi (non solo economici, ma anche personali e relazionali) derivanti dal protrarsi della lite in sede giudiziaria e questa presa di coscienza può motivare i soci a cercare soluzioni negoziate. Il mediatore aiuta anche i soci a riflettere su come i loro modelli di comunicazione abbiano contribuito alla genesi e all’escalation del conflitto. Imparare a comunicare in modo più efficace è cruciale, non solo per risolvere la lite attuale, ma anche per prevenire future incomprensioni. Una volta superate le barriere emotive e ristabilito un canale di comunicazione costruttivo, i soci sono  in grado di valutare razionalmente le diverse opzioni di risoluzione e di prendere decisioni informate, tenendo conto dei propri interessi a lungo termine e di quelli della società.

Leggi anche:  Mediazione e controversie nelle società di persone

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