Il piano nazionale di ripresa e resilienza del governo Draghi passa anche per la riforma del processo civile, che dovrebbe toccare pure il settore delle ADR, fondamentali per garantire una maggiore efficienza della giustizia.
Il PNRR presentato dall’esecutivo prevede molteplici riforme che toccano sostanzialmente (ma non solo) quattro ambiti: pubblica amministrazione, semplificazione della legislazione, promozione della concorrenza, giustizia.
La riforma della giustizia, a sua volta, si snoda attraverso diversi interventi che, con riferimento al processo civile, interessano anche gli strumenti di Alternative Dispute Resolution, tra i quali la mediazione.
Vediamo in che modo.
La mediazione, così come la negoziazione assistita e l’arbitrato, è consacrata dal PNRR a elemento essenziale “per garantire una maggiore efficienza della giustizia civile”. Per tale ragione, il piano nazionale di ripresa e resilienza pone l’accento sulla necessità di accentuare il ricorso a tutti e tre i predetti strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, che, permettendo di esercitare una “giustizia preventiva e consensuale”, rappresentano un tassello fondamentale per contenere l’esplosione del contezioso presso gli uffici giudiziari.
Il PNRR, nell’ambito della riforma del processo civile, si pone quindi l’obiettivo si sostenere una diffusione ampia degli strumenti alternativi al processo per la risoluzione delle controversie. A livello pratico, tale obiettivo si concretizza, con riferimento alla mediazione, nella garanzia di una migliore e più estesa applicabilità dell’istituto.
Ma in che modo si intende raggiungere un simile risultato?
Gli interventi messi in cantiere si collocano su diversi piani, ovverosia:
Venendo agli altri ADR, per quanto riguarda la negoziazione assistita, l’intento è quello di estendere la sua applicazione mentre, in relazione all’arbitrato, si punta al rafforzamento delle garanzie di imparzialità.
A tale secondo proposito, il piano nazionale di ripresa e resilienza del governo Draghi prevede l’introduzione di un dovere specifico di disclosure oltre che della possibilità che agli arbitri venga attribuito anche il potere di emanare provvedimenti di natura cautelare. Le garanzie di imparzialità consentirebbero di consacrare la “natura di equivalente giurisdizionale” che l’arbitrato ha ormai acquisito, rendendo la relativa tutela più effettiva e in linea con quella che caratterizza gli ordinamenti giuridici più vicini a quello italiano.
Con riferimento alla negoziazione assistita, invece, la riforma messa in cantiere con il PNRR si propone di colmare alcune delle lacune che caratterizzano l’attuale regolamentazione dell’istituto. L’esempio lampante, riportato nello stesso piano, riguarda la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita nell’ambito della separazione e del divorzio ma non per la regolamentazione della crisi della famiglia non matrimoniale, così discriminando in maniera illegittima i figli nati fuori dal matrimonio, che invece, ai sensi dell’articolo 315 del codice civile, hanno lo stesso stato giuridico di quelli nati da una coppia sposata.
Le tempistiche di attuazione della riforma della mediazione e delle altre ADR sono abbastanza strette: le leggi delega dovrebbero arrivare già entro settembre 2021. Dopo un anno, entro settembre 2022, dovrebbero essere stati approvati i decreti attuativi.
Si stima anche l’impatto sulla durata dei procedimenti, fissato dal governo alla fine del 2024.
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