+39 06 36 09 37
Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie
Nr. 1 Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia
6 settembre 2005

Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n.206 “Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229″

di Redazione MondoADR
Print Friendly

D.Lgs. 6-9-2005 n. 206
Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 8 ottobre 2005, n. 235, S.O.
(estratto)
140. Procedura.
1. I soggetti di cui all’articolo 139 sono legittimati ad agire a tutela degli interessi collettivi dei
consumatori e degli utenti richiedendo al tribunale:
a) di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti;
b) di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate;
c) di ordinare la pubblicazione del provvedimento su uno o più quotidiani a diffusione nazionale
oppure locale nei casi in cui la pubblicità  del provvedimento può contribuire a correggere o
eliminare gli effetti delle violazioni accertate.
2. Le associazioni di cui al comma 1, nonchè i soggetti di cui all’articolo 139, comma 2, possono
attivare, prima del ricorso al giudice, la procedura di conciliazione dinanzi alla camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, a norma dell’articolo 2,
comma 4, lettera a), della legge 29 dicembre 1993, n. 580, nonchè agli altri organismi di
composizione extragiudiziale per la composizione delle controversie in materia di consumo a norma
dell’articolo 141. La procedura è, in ogni caso, definita entro sessanta giorni.
3. Il processo verbale di conciliazione, sottoscritto dalle parti e dal rappresentante dell’organismo di
composizione extragiudiziale adito, è depositato per l’omologazione nella cancelleria del tribunale
del luogo nel quale si è svolto il procedimento di conciliazione.
4. Il tribunale, in composizione monocratica, accertata la regolarità  formale del processo verbale, lo
dichiara esecutivo con decreto. Il verbale di conciliazione omologato costituisce titolo esecutivo.
5. In ogni caso l’azione di cui al comma 1 può essere proposta solo dopo che siano decorsi quindici
giorni dalla data in cui le associazioni abbiano richiesto al soggetto da esse ritenuto responsabile, a
mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, la cessazione del comportamento lesivo
degli interessi dei consumatori e degli utenti.
6. Il soggetto al quale viene chiesta la cessazione del comportamento lesivo ai sensi del comma 5, o
che sia stato chiamato in giudizio ai sensi del comma 1, può attivare la procedura di conciliazione di
cui al comma 2 senza alcun pregiudizio per l’azione giudiziale da avviarsi o già  avviata. La
favorevole conclusione, anche nella fase esecutiva, del procedimento di conciliazione viene valutata
ai fini della cessazione della materia del contendere.
7. Con il provvedimento che definisce il giudizio di cui al comma 1 il giudice fissa un termine per
l’adempimento degli obblighi stabiliti e, anche su domanda della parte che ha agito in giudizio,
dispone, in caso di inadempimento, il pagamento di una somma di denaro da 516 euro a 1.032 euro,
per ogni inadempimento ovvero giorno di ritardo rapportati alla gravità  del fatto. In caso di
inadempimento degli obblighi risultanti dal verbale di conciliazione di cui al comma 3 le parti
possono adire il tribunale con procedimento in camera di consiglio affinchè, accertato
l’inadempimento, disponga il pagamento delle dette somme di denaro. Tali somme di denaro sono
versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze al fondo da istituire nell’à mbito di apposita unità  previsionale di base
dello stato di previsione del Ministero delle attività  produttive, per finanziare iniziative a vantaggio
dei consumatori.
8. Nei casi in cui ricorrano giusti motivi di urgenza, l’azione inibitoria si svolge a norma degli
articoli da 669-bis a 669-quaterdecies del codice di procedura civile.
9. Fatte salve le norme sulla litispendenza, sulla continenza, sulla connessione e sulla riunione dei
procedimenti, le disposizioni di cui al presente articolo non precludono il diritto ad azioni
individuali dei consumatori che siano danneggiati dalle medesime violazioni.
10. Per le associazioni di cui all’articolo 139 l’azione inibitoria prevista dall’articolo 37 in materia di
clausole vessatorie nei contratti stipulati con i consumatori, si esercita ai sensi del presente articolo.
11. Resta ferma la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di servizi pubblici
ai sensi dell’articolo 33 del decreto legislativo 31 marzo 1988, n. 80.
12. Restano salve le procedure conciliative di competenza dell’Autorità  per le garanzie nelle
comunicazioni di cui all’articolo 1, comma 11, della legge 31 luglio 1997, n. 249.
————————
141. Composizione extragiudiziale delle controversie.
1. Nei rapporti tra consumatore e professionista, le parti possono avviare procedure di composizione
extragiudiziale per la risoluzione delle controversie in materia di consumo, anche in via telematica.
2. Il Ministero delle attività  produttive, d’intesa con il Ministero della giustizia, comunica alla
Commissione europea l’elenco degli organi di composizione extragiudiziale delle controversie in
materia di consumo che si conformano ai princìpi della raccomandazione 98/257/CE della
Commissione, del 30 marzo 1998, riguardante i princìpi applicabili agli organi responsabili per la
risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo e della raccomandazione
2001/310/CE della Commissione, del 4 aprile 2001, concernente i princìpi applicabili agli organi
extragiudiziali che partecipano alla risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di
consumo. Il Ministero delle attività  produttive, d’intesa con il Ministero della giustizia, assicura,
altresì, gli ulteriori adempimenti connessi all’attuazione della risoluzione del Consiglio dell’Unione
europea del 25 maggio 2000, 2000/C 155/01, relativa ad una rete comunitaria di organi nazionali
per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo.
3. In ogni caso, si considerano organi di composizione extragiudiziale delle controversie ai sensi del
comma 2 quelli costituiti ai sensi dell’articolo 4 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, dalle camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
4. Non sono vessatorie le clausole inserite nei contratti dei consumatori aventi ad oggetto il ricorso
ad organi che si conformano alle disposizioni di cui al presente articolo.
5. Il consumatore non può essere privato in nessun caso del diritto di adire il giudice competente
qualunque sia l’esito della procedura di composizione extragiudiziale.
————————

commenti
Newsletter

NON PERDERTI LE NEWS SUL MONDO
DELLA MEDIAZIONE E GIURISPRUDENZA

Iscriviti alla Newsletter per ricevere le notizie in ambito giuridico e di gestione delle controversie.
Ho letto e accetto l’Informativa sulla Privacy

Loading...