Mediazione transfrontaliera: in arrivo un nuovo strumento digitale

Mediazione transfrontaliera: il Consiglio d’Europa ha avviato la chiusura della piattaforma ODR per sostituirla con uno strumento più efficiente

Il panorama della risoluzione delle controversie tra consumatori e aziende in Europa sta per cambiare. La piattaforma ODR (Online Dispute Resolution), introdotta nel 2016 per facilitare la gestione delle dispute commerciali transfrontaliere, verrà presto sostituita da un nuovo strumento digitale più moderno ed efficace.
Il Consiglio dell’Unione Europea ha recentemente approvato un regolamento che sancisce la chiusura definitiva della piattaforma ODR, segnando l’inizio di una nuova fase per la mediazione transfrontaliera.

Leggi il comunicato ufficiale: Il Consiglio chiede che la piattaforma ODR venga chiusa e sostituita con uno strumento migliore

Piattaforma ODR: progetto con grandi aspettative
La piattaforma ODR è nata nel 2016, dopo l’adozione del Regolamento (UE) n. 524/2013 e della Direttiva ADR (Risoluzione Alternativa delle Controversie) del 2013. L’obiettivo era chiaro: fornire uno strumento accessibile e interattivo per risolvere le controversie tra consumatori e aziende senza dover ricorrere ai tribunali. Attraverso questa piattaforma, i consumatori potevano avviare trattative dirette o coinvolgere organismi di risoluzione alternativa delle controversie (ADR).

Nonostante le premesse, la piattaforma non ha raggiunto i risultati sperati. In media, sono stati gestiti solo 200 casi all’anno su scala europea, un numero esiguo rispetto alle potenzialità del mercato digitale. Inoltre, solo una minima parte dei consumatori utilizzava effettivamente lo strumento, e appena il 2% delle aziende rispondeva positivamente ai reclami. Gli alti costi di gestione non erano quindi giustificati dai benefici ottenuti.

Una decisione necessaria (h3)
Il 19 novembre 2024, il Consiglio europeo ha ufficializzato la chiusura della piattaforma ODR, accogliendo la proposta della Commissione Europea del 17 ottobre 2023. Quest’ultima aveva sottolineato l’urgenza di modernizzare e semplificare le norme sulla risoluzione delle controversie, rendendole più adatte ai mercati digitali. La chiusura della piattaforma rappresenta un passo verso la creazione di un sistema più efficiente e sostenibile.
La dismissione della piattaforma porterà anche alla rimozione dell’obbligo, imposto ai professionisti online, di inserire un link alla piattaforma sui propri siti web. Questo eliminerà un ulteriore onere amministrativo per le imprese, che potranno concentrarsi sull’utilizzo del futuro strumento digitale.

Mediazione transfrontaliera; in arrivo un nuovo strumento digitale
Il Consiglio ha già avviato i lavori per la progettazione di una nuova piattaforma, da realizzare entro tre mesi dall’entrata in vigore della direttiva ADR riveduta. L’obiettivo è creare un sistema più intuitivo, capace di attrarre un numero maggiore di utenti e di risolvere più efficacemente le controversie.
Il nuovo strumento digitale dovrà rispondere alle esigenze dei consumatori e delle aziende in un contesto sempre più digitale. La Commissione Europea sarà responsabile della promozione e della manutenzione tecnica del sistema, garantendo che sia facile da usare e accessibile a tutti.

Le prossime tappe
Dopo l’adozione formale del regolamento da parte del Consiglio e del Parlamento Europeo, il testo sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Il regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione, segnando l’inizio del processo di transizione verso il nuovo strumento digitale.
La Commissione Europea ha già avviato una consultazione pubblica per raccogliere suggerimenti e idee su come migliorare la risoluzione delle controversie nel contesto digitale. I risultati indicano che la maggior parte dei partecipanti ritiene necessaria una piattaforma più efficiente, che utilizzi tecnologie avanzate per facilitare il dialogo tra le parti e accelerare la gestione dei casi.

Un futuro più digitale per la mediazione transfrontaliera
La chiusura della piattaforma ODR rappresenta una svolta per la gestione delle controversie in Europa. Il nuovo strumento digitale mira a superare i limiti del passato, offrendo soluzioni innovative e al passo con i tempi. Questo cambiamento è essenziale per rispondere alle sfide del mercato digitale e garantire una mediazione efficace, veloce e accessibile per tutti.
Consumatori e aziende possono guardare con fiducia al futuro della mediazione transfrontaliera, in attesa di un sistema che semplifichi i processi e promuova una maggiore collaborazione tra le parti. L’Europa, con questo passo, conferma il suo impegno verso una giustizia più moderna e inclusiva.

Leggi anche: La mediazione transfrontaliera

Articoli correlati

Accordo di conciliazione e atto notarile, il notaio Saraceno: «Per le agevolazioni serve un trasferimento con effetti reali immediati»

Leggi l’articolo

Usucapione in mediazione, il notaio Saraceno: «L’accordo non ha efficacia purgativa, le trascrizioni contro l’usucapito restano opponibili»

Leggi l’articolo

la mediazione è la strada del futuro

La mediazione è la strada del futuro: perché gli avvocati devono imparare a negoziare davvero

Per molti anni una parte dell’avvocatura ha considerato la mediazione quasi come un corpo estraneo al proprio lavoro: un passaggio imposto dalla legge, prima di fare causa. Credo che questa visione, fortunatamente, appartenga sempre più al passato. Non perché il processo sia destinato a scomparire e neppure perché tutte le controversie possano essere conciliate. Ci saranno sempre cause che devono essere decise da un giudice, questioni sulle quali è necessario ottenere una pronuncia, parti che non hanno alcuna intenzione di negoziare e situazioni nelle quali, semplicemente, un buon accordo non esiste. Ma pensare oggi che il lavoro dell’avvocato consista essenzialmente nel preparare atti, partecipare alle udienze e attendere una sentenza significa, a mio avviso, guardare a una professione che sta cambiando con gli occhi di ieri.

Leggi l’articolo

Migliaia di avvocati avviano mediazioni con noi. Mettici alla prova.

N.1

del registro al Ministero della Giustizia