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L’errore come vizio della volontà  pregiudica la confidenzialità  di un accordo conciliativo

Redazione MondoADR
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Dopo avere intrapreso la strada della conciliazione per risolvere il problema della quantificazione dei danni provocati durante un incidente d’auto, Feldmann (l’attore) e la società  d’assicurazione di Kritch (il convenuto) impugnano l’accordo conciliativo ritenuto equivoco. Un tribunale statunitense prende posizione sugli effetti di tale iniziativa sulla natura confidenziale dell’accordo conciliativo.

I fatti del caso sono i seguenti: il convenuto offre di pagare una somma di $40,000 ancora prima dell’inizio della conciliazione, a copertura dei danni provocati durante un incidente d’auto al signor Feldmann. In sede di conciliazione viene successivamente deciso e concordato che Feldmann venga rimborsato con una cifra pari a $75,000, ma le parti non s’intendono: mentre il convenuto pensa di aver già  rimborsato parte dei danni, avendo anticipato $40,000, l’attore pretende invece un rimborso totale di $115,000, cumulando cioè le due somme.

L’equivoco induce la società  d’assicurazione di Kritch a richiedere l’annullamento dell’accordo conciliativo; la richiesta viene accolta e Feldmann, per dimostrare il suo caso, rivela informazioni ritenute confidenziali durante l’udienza istruttoria.

In ultima istanza, la Corte dà  ragione a Feldmann – a cui vengono retribuiti $115,000 – e riconosce anche il diritto di rivelare informazioni ritenute confidenziali nell’accordo conciliativo, a causa dell’equivocità  dello stesso.

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