Lo stato della giustizia italiana, ovvero l’esigenza di diversificazione delle tutele

Giustizia italiana“Nel settore civile, dobbiamo continuare a stigmatizzare la persistente resistenza culturale alla diversificazione delle tutele, nell’illusione di affidare ogni violazione di diritto, di qualsiasi natura e livello, alla giurisdizione.” Così il primo Presidente della Cassazione, Ernesto lupo, all’inaugurazione dell’anno giudiziario spiega nella sua relazione le ragioni di una giustizia italiana che mal funziona, ovvero arranca schiacciata dal peso del contenzioso civile. Nella lunga disamina il Presidente Lupo riprende i “numeri” della mediazione sottolineando come “i concreti effetti deflattivi del provvedimento non appaiono, allo stato, oggetto possibile di una seria valutazione e di una riflessione utile per eventuali correzioni di rotta, nonostante il Parlamento europeo – nella Risoluzione n. 2011/2026 del 13 settembre 2011 sull’attuazione della direttiva sulla mediazione negli Stati membri, impatto della stessa sulla mediazione e sua adozione da parte dei tribunali – abbia osservato che nel sistema giuridico italiano la mediazione obbligatoria sembra raggiungere l’obiettivo di diminuire la congestione nei tribunali”. Da evidenziare, in un passaggio, il monito del Presidente alla classe forense cui, in ultima istanza, dipende la riuscita della rivoluzione culturale cui l’introduzione della nuova disciplina della mediazione ha dato inizio. “Il successo dell’iniziativa è comunque condizionato ad un forte coinvolgimento della classe forense, che deve essere chiamata responsabilmente a “fare sistema” recuperando la vocazione alla “conciliazione” delle parti in conflitto, che il nostro ordinamento assegna all’avvocato come fisiologico ruolo funzionale alla piena realizzazione della tutela dei diritti.” Il presidente prosegue la sua analisi sullo stato dell’arte della mediazione ricordando che sebbene “dalle relazioni trasmesse dai presidenti delle corti di appello risulta, pur con l’avvertenza di una valutazione basata su dati iniziali e non consolidati, la constatazione, allo stato, di una scarsa incidenza delle procedure di mediazione sulla deflazione del contenzioso civile, crediamo che si possa, realisticamente, formulare un giudizio più positivo in relazione all’incremento rilevato nel secondo periodo di rilevamento statistico”.

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