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La Corte d’Appello di New York ingiunge al conciliatore di testimoniare

Redazione MondoADR
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Una recente sentenza della Corte d’Appello dello stato di New York ha confermato la decisione di un giudice di primo grado che intimava a un conciliatore di testimoniare in giudizio. Il conciliatore era stato chiamato a deporre sul contenuto di un accordo stragiudiziale fra coniugi raggiunto nel corso di un divorzio, ma l’ordinanza del giudice è stata impugnata dai legali di una delle parti per violazione del principio di confidenzialità in conciliazione.

La Corte si è tuttavia rifiutata di applicare il principio di confidenzialità, perché ha ritenuto prevalente l’interesse pubblico alla verifica sull’equità dell’accordo di separazione. La Corte ha motivato la sua scelta affermando tra le altre cose che il principio di confidenzialità non può ritenersi intangibile, dato che l’Uniform Mediation Act non è ancora stato recepito dallo stato di  New York.

La sentenza ha sollevato diverse voci di dissenso tra i mediatori famigliari e gli avvocati divorzisti che si occupano di conciliazione. Nello stesso stato, peraltro, alcune precedenti decisioni avevano statuito in senso difforme.

Un gruppo di professionisti sta valutando se partecipare all’eventuale appello con un intervento in veste di amicus curiae. Le critiche hanno investito anche la mancata adozione dell’Uniform Mediation Act. La situazione lascia in uno stato di incertezza tutti gli operatori del settore.

Da Justin Kelly, New York Appellate Court Enforces Subpoena Against Mediator.

 

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