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I giudici americani ribadiscono la volontarietà  della conciliazione

Redazione MondoADR
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La Corte d’Appello dello stato della California ha annullato l’ordinanza di un Tribunale che imponeva alle parti di ricorrere a loro spese all’utilizzo della conciliazione per tentare la soluzione di una controversia, affermando che in California non vige alcuna legge che dia tale potere ai giudici.
Nel caso Jeld-Wen, Inc. v. The Superior Court of San Diego County, il giudice di appello ha enfatizzato la natura propriamente volontaria della conciliazione e ha riconosciuto ai soggetti coinvolti il potere di decidere liberamente se ricorrere a essa e dunque sostenerne i costi e controllarne e determinarne l’andamento.
Anche ove la causa sia oggetto di una procedura di conciliazione, in California ogni conciliatore è tenuto a comunicare alle parti che esse sono libere di decidere fino a che punto intendono continuare le negoziazioni e che possono ritirarsi in ogni momento.
Secondo la Corte di Appello, il giudice di primo grado si è erroneamente basato su una decisione adottata nel 1997 (Lu v. Superior Court), con la quale si era nominato un terzo imparziale affinché conducesse un ordinario tentativo di conciliazione imponendo alle parti di parteciparvi.
Tale forma di conciliazione, prevista dalle norme di rito e sottoposta al controllo del giudice, è differente da quella “privata”. Nella conciliazione privata le parti nominano direttamente il terzo conciliatore e sostengono i costi della procedura.
La Corte ha concluso evidenziando il carattere interamente volontario di questo genere di conciliazione, al cui avvio Jeld-Wen, Inc. si era legittimamente e ragionevolmente opposta perché i relativi costi avrebbero quasi certamente superato l’importo del risarcimento al quale rischiava di essere condannata.

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