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Il delegato nella mediazione non può delegare a sua volta. Condannata la banca e revocato il decreto ingiuntivo

Il tribunale di Napoli ricorda che in mediazione, il delegato dalla parte non può delegare a sua volta i poteri ricevuti 

Mediazione delegata: il delegato non può delegare a sua volta

La parte che non compare personalmente davanti al mediatore può delegare il proprio avvocato, purchè dietro conferimento di procura sostanziale, tuttavia, il difensore non può delegare a sua volta i poteri ricevuti in favore di un terzo, in base al principio delegatus non potest delegare. Questo quanto si ricava dalla recente sentenza del tribunale di Napoli Nord n. 3689/2022 (sotto allegata) che coglie l’occasione per ricordare interessanti principi in materia di mediazione.

La vicenda

La vicenda aveva origine da un ricorso per decreto ingiuntivo di oltre 6mila euro da parte di una banca per l’inadempimento di un contratto di finanziamento.

Il debitore ingiunto proponeva formale opposizione ex art. 645 c.p.c. denunciando oltre alla carenza di legittimazione attiva, responsabilità precontrattuale della banca e assenza dei requisiti per la concessione della provvisoria esecutorietà del decreto opposto, anche il mancato esperimento della mediazione obbligatoria.

L’ingiunto chiedeva dunque la revoca del decreto ingiuntivo e la condanna della società finanziaria alla refusione delle spese di giudizio.

La banca, dal canto suo, si costituiva chiedendo la concessione della provvisoria esecuzione del decreto e la concessione dei termini per l’instaurazione della mediazione obbligatoria.

Il GI dava ragione al debitore, denegando la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo e rilevando d’ufficio l’ improcedibilità della domanda per mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione, onerando parte opposta di avviare il procedimento nel termine di legge assegnato.

Veniva quindi rinviata la causa per consentire la prova del perfezionamento della condizione di procedibilità e, in seguito, prodotto il verbale di mediazione con esito negativo, il giudice sollevava il contraddittorio processuale sulla procedibilità della domanda alla luce dell’effettiva partecipazione personale delle parti o dei rispettivi difensori muniti di idonea procura speciale, quindi la rinviava per la precisazione delle conclusioni. Sicchè nelle memorie conclusionali, il debitore ribadiva l’eccezione di improcedibilità e la richiesta di revocare il decreto ingiuntivo, mentre la società opposta insisteva per la conferma dello stesso.

La decisione

Per il giudice ad assumere carattere assorbente è la questione della procedibilità della domanda.

Il tentativo di mediazione infatti, rileva il giudice partenopeo, era stato promosso con modalità che non consentivano di ritenere avverata la condizione di procedibilità, sotto il profilo dell’effettiva partecipazione delle parti.

Invero, ricorda il giudicante, l’art. 8 del D.Lgs. n. 28/2010 obbliga le parti a comparire personalmente davanti al mediatore, in virtù della natura stessa del procedimento come meccanismo di risoluzione alternativa delle controversie, volto a conciliare le parti mediante una soluzione bonaria della lite. Ciò non significa che la partecipazione non sia delegabile, ma il delegato deve essere munito di apposita procura speciale sostanziale che lo abiliti a disporre dei diritti del soggetto.

Per cui, scrive ancora il tribunale, “la parte che non voglia o non possa comparire personalmente davanti al mediatore può delegare anche il proprio avvocato, purché dietro conferimento di procura avente lo specifico oggetto della partecipazione alla mediazione e il conferimento del potere di disporre dei diritti sostanziali che ne sono oggetto”. Ne discende che “la parte non possa evitare di presentarsi davanti al mediatore inviando soltanto il proprio avvocato, in assenza di procura sostanziale conferita per rappresentarlo nel procedimento di mediazione” e – a maggior ragione osserva il giudicante – “il difensore della parte non può nemmeno delegare in sua vece altro avvocato per comparire davanti al mediatore, non disponendo dei relativi poteri”.

Nel caso di specie, dal verbale di mediazione risulta che davanti al mediatore sia comparso esclusivamente il difensore della parte, peraltro, non munito di procura ad hoc. Ad ogni modo, anche se l’avvocato fosse stato in possesso di procura conferita dai difensori della società, conclude il giudice, “tale circostanza sarebbe stata comunque irrilevante, dal momento che di regola il rappresentante non può delegare a sua volta i poteri ricevuti in favore di un terzo, secondo il principio delegatus non potest delegare”.

Non vi è prova, quindi, che la società opposta abbia conferito all’avvocato idonea procura speciale a rappresentarla nel procedimento di mediazione, mediante il conferimento di poteri di natura sostanziale e non meramente processuale, tali da consentirgli di impegnare la stessa nel caso di raggiungimento di un’intesa transattiva.

Escludendo che il soggetto presente al procedimento di mediazione fosse in grado di rappresentare efficacemente gli interessi della parte, in assenza di apposita procura sostanziale conferita dall’avente diritto per la singola mediazione, ne discende che l’assenza della parte istante – o di un suo rappresentante munito di validi poteri sostanziali – “ha reso del tutto inefficace il tentativo di mediazione, per cui la condizione di procedibilità non può dirsi avverata”.

Da qui l’improcedibilità della domanda monitoria della banca e, per l’effetto, la revoca del decreto ingiuntivo opposto, con condanna anche al pagamento delle spese di lite.

Scarica la sentenza del Trib-Napoli-3689-2022

Il delegato nella mediazione non può delegare a sua volta. Condannata la banca e revocato il decreto ingiuntivo