Due interrogazioni al Ministro della giustizia sulla vigilanza e sui giudici di pace

Due interrogazioni al Ministro della giustizia sulla vigilanza e sui giudici di paceIl Sen. De Lillo, facendo seguito al disegno di legge sull’interpretazione autentica dell’articolo 5 del D.Lgs. del 4 marzo 2010, n. 28, al quale è stato assegnato il n. S. 3494 , ha presentato due importanti interrogazioni al Ministro della Giustizia, sempre in materia di mediazione.

La prima riguarda, ancora una volta, la nota sentenza del Giudice D’Onofrio, la cui interpretazione viene definita, nell’interrogazione, come in contrasto con le norme comunitarie recepite nell’ordinamento italiano, e quindi non può essere condivisa.

Di conseguenza, il Senatore chiede al Ministro se intenda attivarsi per promuovere l’approvazione del DDL avente ad oggetto l’interpretazione autentica dell’art. 5. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

Atto n. 4-08363
Pubblicato il 9 ottobre 2012, nella seduta n. 810
DE LILLO – Al Ministro della giustizia. –

Premesso che, a giudizio dell’interrogante, l’interpretazione offerta dalla sentenza emessa dal giudice di pace di Napoli, avvocato Alberto d’Onofrio, in data 23 marzo 2012, con la quale lo stesso ha deciso che l’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che prevede l’obbligo del tentativo di mediazione, non deve essere applicato in sede di controversie civili e commerciali perché superato dagli artt. 320 e 322 del codice di procedura civile che fanno riferimento alla facoltà (non all’obbligo) del tentativo di conciliazione, contrasta con le norme comunitarie recepite nell’ordinamento italiano e non può essere condivisa;

considerato che l’interrogante si accinge a presentare un apposito disegno di legge avente ad oggetto l’interpretazione autentica dell’art. 5, del decreto legislativo n. 28 del 2010,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi con iniziative di competenza per promuovere l’approvazione di un provvedimento legislativo di interpretazione autentica dell’art. 5 del decreto legislativo n. 28 del 2010.

La seconda riguarda i compiti di vigilanza, assegnati al Ministero, sugli organismi di mediazione, sui mediatori, sugli enti di formazione, sui formatori e sui responsabili scientifici. Come noto, a tutt’oggi, cioè oltre un anno e mezzo dall’entrata in vigore della normativa, nessuno di questi controlli è stato ancora attuato, con il risultato della scarsa qualità del servizio offerto ai cittadini da alcuni Organismi e l’ulteriore conseguenza di offrire il fianco ai detrattori della mediazione. La mancanza dei controlli da parte del Ministero, infatti, non garantisce il rispetto della normativa da parte di alcuni Organismi, con le conseguenze appena descritte.

Con detta interrogazione il sen. De Lillo chiede quindi al Ministro se questi intenda dare attuazione a tutte le disposizioni previste in tema di vigilanza e controlli, con il chiaro intento di dare piena attuazione alle norme previste in materia dal Regolamento, in modo tale da garantire la piena qualità degli Organismi e di conseguenza del servizio offerto alla cittadinanza. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

Atto n. 4-08364
Pubblicato il 9 ottobre 2012, nella seduta n. 810
DE LILLO – Al Ministro della giustizia. –

Premesso che:

il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, ha introdotto in Italia un importante strumento per i cittadini e gli operatori di giustizia, volto a rendere più efficiente la risoluzione delle controversie;

il regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia n. 180 del 2010 attribuisce ai Ministeri della giustizia e dello sviluppo economico, ciascuno per le proprie competenze, specifichi compiti di vigilanza sugli organismi di mediazione, sui mediatori, sugli enti di formazione per mediatori, sui formatori e sui responsabili scientifici;

a quasi due anni dall’entrata in vigore del regolamento, i Ministeri non hanno dato completa attuazione alle disposizioni ivi contenute, in particolare per quanto riguarda la pubblicità e l’aggiornamento degli elenchi e per quanto concerne i controlli presso le sedi degli organismi e degli enti di formazione;

a quanto risulta all’interrogante la pagina del sito del Ministero della giustizia dedicato agli organismi di mediazione non contiene le annotazioni previste dall’art. 3 del regolamento, e non è aggiornato in merito alle sedi degli organismi di mediazione; il sito dedicato agli enti di formazione per mediatori non contiene le annotazioni previste dall’art. 17;

a quanto ancora risulta all’interrogante a causa della mancata attuazione di parte delle disposizioni del regolamento, l’istituto della mediazione e tutti gli organismi che operano nel più stretto rispetto della normativa subiscono gravi danni facilmente documentabili,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione alle disposizioni contenute: nell’art. 3 del regolamento di cui al decreto ministeriale 18 ottobre 2010, n. 180, e, di conseguenza, rendere pubbliche tramite il sito Internet del Ministero le annotazioni del registro degli organismi abilitati a svolgere la mediazione; nell’art. 17, di conseguenza, rendere pubbliche tramite il sito le annotazioni dell’elenco degli enti di formazione abilitati a svolgere l’attività di formazione dei mediatori, intenda avvalersi dell’Ispettorato generale del Ministero, ai sensi degli artt. 3 e 17, ai fini della vigilanza sugli organismi di mediazione pubblici e privati, in particolare nel disporre ispezioni sul territorio, nonché della vigilanza sugli enti di formazione dei mediatori;

se intenda comminare le sanzioni previste all’art. 10 del regolamento in caso di riscontro di irregolarità, dichiarazioni false ed eventualmente annullare i titoli rilasciati tramite corsi di formazione non conformi;

se intenda segnalare eventuali comportamenti con rilievo penale alle autorità competenti;

se intenda assumere iniziative di competenza al fine di favorire un’interpretazione che chiarisca se sia corretto non applicare le disposizioni di cui all’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, che prevedono l’obbligo del tentativo di mediazione, in sede di controversia civile e commerciale, ed applicare gli articoli 320 e 322 del codice di procedura civile, che fanno riferimento alla facoltà (non all’obbligo) del tentativo di conciliazione.

Di seguito i link alle due interrogazioni nel sito del Senato

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=680140

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=680141

Articoli correlati

Diritto della mediazione civile e commerciale: la IV edizione 2026 del manuale a cura di Marco Marinaro

È in uscita la IV edizione 2026 del manuale Diritto della mediazione civile e commerciale, pubblicato da Il Sole 24 Ore Professionale e curato da Marco Marinaro, avvocato e mediatore di ADR Center. Il volume, di oltre 750 pagine, sarà acquistabile sia in formato cartaceo che digitale.

Leggi l’articolo

ADR Center apre 3 nuove sedi a gestione diretta

L'organismo di mediazione Nr. 1 del Ministero della Giustizia continua ad ampliare la propria rete sul territorio nazionale. ADR Center annuncia il passaggio a gestione diretta delle sedi di Bergamo e Varese, già attive in passato in convenzione con altri organismi, e l'apertura di una nuova sede a Salerno.

Leggi l’articolo

Disponibili nel cassetto fiscale i crediti d’imposta della mediazione

I crediti d'imposta sulle spese di mediazione relativi alle procedure del 2025 sono ora disponibili. Con il decreto del 6 maggio 2026, pubblicato il giorno successivo, il Dipartimento per gli Affari di Giustizia ha approvato l'elenco delle domande ammesse al beneficio. Da quel momento gli importi riconosciuti sono visibili nel cassetto fiscale di ciascun beneficiario, nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, e possono essere utilizzati in compensazione.

Leggi l’articolo

Migliaia di avvocati avviano mediazioni con noi. Mettici alla prova.

N.1

del registro al Ministero della Giustizia