lunedì, Novembre 23, 2020

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Conciliazione àœber Alles

Enrico Maria Caroli
Avvocato presso il foro di Roma, presta la propria attività giudiziale e stragiudiziale nel settore del diritto civile ed è specializzato in materia di responsabilità professionale e diritto delle assicurazioni. Collaboratore della cattedra di Diritto Commerciale presso l’Università degli Studi di Cassino; ha di recente preso parte alla redazione del “Commentario breve al Codice Civile” Alpa - Zatti, Cedam. Ha partecipato alla edizione 2004 del corso Making and Saving Deals al termine del quale ha ottenuto la scholarship presso il Dispute Resolution Center della Hamline University di Saint Paul.
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Negli ultimi anni la Germania ha registrato un aumento del ricorso all’ADR da parte delle grandi imprese. Questo è il risultato di una recente ricerca condotta dal Dispute Analysis and Investigations Department di PricewaterhouseCoopers e dalla European University Viadrina di Francoforte sull’Oder.
L’obiettivo della ricerca era di analizzare l’atteggiamento degli uffici legali di 158 grandi società verso il problema della risoluzione delle controversie, e individuare i punti critici per effettuare interventi più mirati. Lo studio, condotto attraverso questionari distribuiti agli uffici legali, ha permesso di calcolare la frequenza con cui le aziende fanno utilizzo della negoziazione diretta, dell’arbitrato, dell’expert determination, della conciliazione e del contenzioso di tipo tradizionale.
Negoziazione diretta e ricorso al giudice ordinario sono risultati i metodi più utilizzati. Lo studio ha dimostrato come sovente la scelta finisca per ricadere sulle vie giudiziarie anche quando l’impiego delle procedure di ADR sarebbe considerato più vantaggioso. Per il 17% delle imprese il giudizio ordinario è l’unico metodo di risoluzione delle dispute praticato. Tuttavia, l’80% delle compagnie interpellate hanno fatto ricorso almeno una volta alle procedure di risoluzione alternativa, e la conciliazione risulta più popolare anche dell’arbitrato e dell’expert determination.
I dati mostrano che la decisione di ricorrere ai metodi alternativi si riscontra più spesso nelle società di grandi dimensioni. Questo non dipende solo dalla presenza di clausole di ADR nei contratti standard, ma anche dall’organizzazione interna e dalla qualità dei legali.
Gli svantaggi del ricorso al giudice ordinario sono, infatti, ben noti alla gran parte degli interpellati. Il giudizio complessivo espresso dagli intervistati è che le procedure migliori sono la negoziazione diretta, la conciliazione e l’expert determination. L’arbitrato e il contenzioso ordinario sono considerati, invece, meno efficaci.
A influenzare la scelta tra le varie procedure vi sono principalmente il valore della controversia, la previsione di un possibile giudizio e l’esigenza di non interrompere le relazioni con la controparte. In questo senso, la conciliazione si farebbe preferire quando le parti hanno intenzione di continuare a realizzare affari insieme, mentre la negoziazione diretta e il contenzioso ordinario costituirebbero la soluzione più adatta quando è in gioco una somma rilevante. Dai pareri degli interpellati emergono alcuni punti di notevole importanza. Nelle grandi aziende è sempre più sentito il bisogno di una cooperazione stretta tra il management e il settore legale. Ciò che più rileva nella scelta di una procedura alternativa è la valutazione corretta dei rischi, mentre i costi non rappresentano un fattore decisivo. Ma anche la volontà delle parti di continuare ad intrattenere rapporti commerciali ha un’importanza fondamentale.
In sostanza, l’analisi evidenzia che per ottenere un risultato finale complessivamente più redditizio occorre essere concilianti e fare delle concessioni.
Enrico Maria Caroli Tratto da “Commercial Dispute Resolution In Germany”, di Nicola Neuvians e and Michael Hammes, www.Mediate.com

Negli ultimi anni la Germania ha registrato un aumento del ricorso all’ADR da parte delle grandi imprese. Questo è il risultato di una recente ricerca condotta dal Dispute Analysis and Investigations Department di PricewaterhouseCoopers e dalla European University Viadrina di Francoforte sull’Oder.

L’obiettivo della ricerca era di analizzare l’atteggiamento degli uffici legali di 158 grandi società verso il problema della risoluzione delle controversie, e individuare i punti critici per effettuare interventi più mirati. Lo studio, condotto attraverso questionari distribuiti agli uffici legali, ha permesso di calcolare la frequenza con cui le aziende fanno utilizzo della negoziazione diretta, dell’arbitrato, dell’expert determination, della conciliazione e del contenzioso di tipo tradizionale.
Negoziazione diretta e ricorso al giudice ordinario sono risultati i metodi più utilizzati. Lo studio ha dimostrato come sovente la scelta finisca per ricadere sulle vie giudiziarie anche quando l’impiego delle procedure di ADR sarebbe considerato più vantaggioso. Per il 17% delle imprese il giudizio ordinario è l’unico metodo di risoluzione delle dispute praticato. Tuttavia, l’80% delle compagnie interpellate hanno fatto ricorso almeno una volta alle procedure di risoluzione alternativa, e la conciliazione risulta più popolare anche dell’arbitrato e dell’expert determination.
I dati mostrano che la decisione di ricorrere ai metodi alternativi si riscontra più spesso nelle società di grandi dimensioni. Questo non dipende solo dalla presenza di clausole di ADR nei contratti standard, ma anche dall’organizzazione interna e dalla qualità dei legali.

Gli svantaggi del ricorso al giudice ordinario sono, infatti, ben noti alla gran parte degli interpellati. Il giudizio complessivo espresso dagli intervistati è che le procedure migliori sono la negoziazione diretta, la conciliazione e l’expert determination. L’arbitrato e il contenzioso ordinario sono considerati, invece, meno efficaci.
A influenzare la scelta tra le varie procedure vi sono principalmente il valore della controversia, la previsione di un possibile giudizio e l’esigenza di non interrompere le relazioni con la controparte. In questo senso, la conciliazione si farebbe preferire quando le parti hanno intenzione di continuare a realizzare affari insieme, mentre la negoziazione diretta e il contenzioso ordinario costituirebbero la soluzione più adatta quando è in gioco una somma rilevante. Dai pareri degli interpellati emergono alcuni punti di notevole importanza. Nelle grandi aziende è sempre più sentito il bisogno di una cooperazione stretta tra il management e il settore legale. Ciò che più rileva nella scelta di una procedura alternativa è la valutazione corretta dei rischi, mentre i costi non rappresentano un fattore decisivo. Ma anche la volontà delle parti di continuare ad intrattenere rapporti commerciali ha un’importanza fondamentale.
In sostanza, l’analisi evidenzia che per ottenere un risultato finale complessivamente più redditizio occorre essere concilianti e fare delle concessioni.
Enrico Maria Caroli Tratto da “Commercial Dispute Resolution In Germany”, di Nicola Neuvians e and Michael Hammes, www.Mediate.com

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