giovedì, Dicembre 3, 2020

Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie

Nr. 1 - Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia

Print Friendly, PDF & Email
Home Articoli Come superare la barriera dei valori e delle convinzioni personali per raggiungere...

Come superare la barriera dei valori e delle convinzioni personali per raggiungere l’accordo

Rachele Neferteri Gabellini
Avvocato specializzato in materia di risoluzione delle controversie civili, commerciali e del lavoro, dopo aver acquisito esperienza presso lo Studio Legale Baker&McKenzie (2004 – 2009) nelle sedi di Roma e Londra, da luglio 2009 è Case Management Coordinator di ADR Center S.p.A. e mediatore accreditato ai sensi del D. Lgs. n. 5/2003. Dal 2003 ha assistito a numerose mediazioni internazionali sia in Italia presso ADR Center che negli Stati Uniti presso la sede di New York di JAMS. Nel marzo 2010 ha conseguito con successo presso l’Università Queen Mary di Londra il “Diploma in International Commercial Arbitration and ADR” ed è intervenuta in qualità di docente in numerosi corsi e workshop di approfondimento in materia di mediazione sia in Italia che all’estero, tra cui l’Università LUISS di Roma, l’IPR Desk di Istanbul e Università di Ankara. Sin dal 2003 è autrice di numerosi articoli in materia di mediazione pubblicati sulla rivista online “Soluzioni” di Mondo ADR. Ha partecipato alla edizione del 2003 del corso Making and Saving Deals al termine del quale ha ottenuto la scholarship presso il dipartimento di arbitrato e litigation di CameronMcKenna a Londra. Nell’ultimo anno ha collaborato e partecipato con ADR Center S.p.A. all’organizzazione di corsi di formazione per i maggiori studi legali internazionali. Fa parte del Comitato Giustizia del Centro Studi del Club Lions International, distretto 108L ed è membro di ArbIt (Italian forum for Arbitration and ADR).
Print Friendly, PDF & Email
Chi negozia sa bene quanto sia difficile ottenere delle concessioni o a propria volta venire incontro all’altra parte quando oggetto del contendere sono le proprie convinzioni morali, religiose o culturali. Anche il negoziatore più esperto può trovarsi così in difficoltà ‘ se la concessione riguarda i propri valori, quelli imprescindibili e più intimi. Il rischio di non saper gestire tali aspetti della controversia e allo stesso tempo della propria personalità  e’ quello di lasciare irrisolte molte opportunità  di accordo ovvero di ostacolare la possibilità  di soluzioni nuove e reciprocamente accettabili.
La salvaguardia dei valori cosiddetti “non negoziabili”e’ la ragione primaria che spesso sta a fondamento dei più grandi conflitti politici e religiosi quali ad esempio l’ormai decennale conflitto tra israeliani e palestinesi. Capire se e come sia possibile affrontare anche questi ostacoli in modo costruttivo e’ stato l’oggetto della ricerca condotta da un gruppo di studiosi diretti da Geremy Ginges della New School of Social Research e Scott Atran dell’Universita’ del Michighan.
La ricerca ha coinvolto un numero di cittadini palestinesi e israeliani appartenenti a diverse categorie tra cui studenti e rifugiati politici e in ogni caso tutti sostenitori convinti dei propri contrapposti diritti, valori e religioni. A tutti e’ stata prospettata la possibilità  di risolvere il conflitto tra Palestina ed Israele a fronte di concessioni economiche ma in entrambi i casi tale offerta ha solo ulteriormente inasprito e irrigidito le posizioni reciproche.
Un risultato totalmente fallimentare che e’ stato invece superato nel momento in cui alla prospettiva della risoluzione del conflitto si e’ aggiunta la “compassione”intesa come condivisione del sentire altrui in termini di rammarico, frustrazione, paura o difficoltà . In circostanze quali la malattia, la morte o la guerra i conflitti non si possono risolvere con la logica della moneta. E’ necessario entrare più in profondità  nello spirito dell’essere umano e tendere una mano. I palestinesi e gli israeliani intervistati, uomini divisi da quella che può definirsi come la guerra dai valori morali più violenta dei tempi moderni hanno prospettato soluzioni comuni e costruttive solo quando alla possibilità  di una rapida soluzione del conflitto si e’ aggiunta la possibilità  di veder riconosciuti seppur non condivisi i propri valori morali. Il pubblico riconoscimento delle sofferenze dei Palestinesi da parte degli Israeliani, o l’accettazione e il riconoscimento di Israele da parte dei Palestinesi hanno consentito l’avvio di un primo confronto: un passo avanti seppur piccolo e allo stesso tempo rivoluzionario verso una nuova prospettiva nella metodologia e gestione dei conflitti più profondi dell’anima.
 Da “Break down sacred barriers to agreement in Negotiation Journal, Vol.12, n. 4, April 2009

Commenta

inserisci un comento
Inserisci qui il tuo nome