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Redazione MondoADR
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“La lentezza dei processi rappresenta un grave costo sociale”, è quanto sostenuto dal Primo Presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Nella sua relazione sull’amministrazione della giustizia, Carbone, ha fatto leva sulla necessità di operare dall’interno adottando interventi legislativi mirati.

“Occorre uno sforzo di riflessione di coraggiosa riforma”, ha ribadito, mettendo così in risalto la necessità di un “investimento serio, accompagnato da misure che rafforzino la terzietà dei rimedi”.

Ha inoltre precisato che i riti alternativi sono da preferire a quelli speciali, e che “i giudici non si sentiranno svalutati, ma al contrario, se si rafforzeranno le alternative al loro lavoro, si sentiranno trattati come una risorsa preziosa”.

Nell\’ordinamento italiano attualmente il ricorso a forme alternative al processo è previsto in casi limitati.  Si pensi al tentativo obbligatorio nel rito del lavoro e più di recente ai procedimenti in materia societaria. Un maggiore utilizzo delle tecniche di risoluzione stragiudiziale delle controversie porterebbe, quindi, a risultati rilevanti per la giustizia italiana, che negli ultimi quattro anni ha visto incrementare il costo per il risarcimento per l\’eccessiva durata dei processi dell\’800 per cento.

Il successo delle ADR in diversi ordinamenti europei è stato un altro dei punti affrontati dal Presidente Carbone, che ha anche ribadito l’importanza di una formazione specifica in materia. Tra le ragioni di tale consenso, sostenuto anche dalla Commissione Europea, vi è non solo il notevole risparmio di tempo, ma anche la garanzia della specializzazione del soggetto chiamato a dirimere le controversie e il ricorso talvolta a esperti in grado di sciogliere problematiche di natura prettamente tecnica.

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