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Avvocati e Mediatori

Flavia Orecchini
Flavia Orecchini lavora nella Divisone Capacity Building di ADR Center occupandosi dell’elaborazione di proposte e successiva implementazione di progetti banditi da organismi internazionali allo scopo di migliorare l’accesso alla giustizia attraverso tecniche di ADR. Esperta in tematiche afferenti lo sviluppo e la cooperazione internazionale, si è laureata in scienze politiche/Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza con una tesi in Economia dello Sviluppo e ha proseguito la sua formazione frequentando un master in “Valutazione delle politiche di cooperazione allo sviluppo” presso il CIDEM - La Sapienza (Centro di Ricerca sul Diritto e l’Economia dei Mercati).
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Quali caratteristiche deve avere un bravo mediatore? In particolare, è indispensabile che un bravo mediatore sia anche avvocato? Il dibattito si è iniziato a sviluppare con l’avvento del concetto moderno di mediazione, negli anni settanta, e continua tutt’oggi. Alcuni professionisti della risoluzione dei conflitti hanno persino sostenuto che i mediatori che non sono avvocati non dovrebbero praticare la mediazione, diversamente altri reputano i non avvocati addirittura migliori mediatori. Qualunque sia l’opinione a riguardo, è indubbio che i mediatori che non sono avvocati hanno contribuito ad arricchire il processo della mediazione con punti di vista e caratteristiche loro proprie, molte delle quali assenti nei “mediatori-avvocati”.
 
Bisogna sottolineare che le attività  chiave di cui si compone una mediazione non sono definibili come vere e proprie “pratiche legali”. Facilitare le discussioni e le negoziazioni in modo imparziale tra due o più parti di una controversia non è certamente una “pratica di legge”. Tuttavia, il maggiore limite che viene imputato ai mediatori che non sono avvocati è la loro mancanza di formazione legale, carenza che secondo i sostenitori di questa tesi limiterebbe la loro abilità  a mediare una controversia con successo, in quanto non sarebbero in grado di stimare in modo accurato i punti di forza e di debolezza delle posizioni delle parti in lite. Se, infatti, al mediatore venisse chiesto di valutare l’esito della lite nel caso in cui essa fosse stata risolta in tribunale, questo costituirebbe un consiglio legale e quindi una pratica di legge non autorizzata. È tuttavia oggi globalmente accettato che non è compito di un mediatore dare consigli legali, tantomeno informare le parti dei loro diritti giuridici. Al massimo può suggerire alle parti l’eventualità  di cercare un aiuto legale mantenendo in questo modo il suo ruolo di terza parte neutrale, facendo da tramite e cercando di migliorare la comunicazione tra le parti in lite. Un mediatore viene formato per cercare di trarre vantaggio dagli interessi delle parti per risolvere le liti che gli avvocati riducono a mere “cause legali”. Il mediatore non dà  risposte, ma fa domande mirate e usa le risposte delle parti per arrivare ad una soluzione condivisa.
 
Partendo dal presupposto che il mediatore deve esplorare soluzioni uniche che la legge è incapace di considerare, allora, quanto conta possedere una laurea in diritto? E se pensiamo che il concetto di risoluzione delle controversie e di teoria e pratica della mediazione sono stati inventati dagli anziani del villaggio, dai sociologi e psicologi, la convinzione che mediatori “non avvocati”possono fornire un sistema di giustizia alternativo, anche senza frequentare una scuola di diritto trova un ancor più forte fondamento.
 
Permettere di esercitare la pratica della mediazione soltanto agli avvocati o ai giudici in pensione danneggerebbe l’intero processo e avrebbe un impatto negativo sulle parti che si rivolgono alla mediazione per trovare una soluzione alla loro lite. Possiamo quindi concludere dicendo che non esiste una distinzione tra mediatori avvocati e mediatori non avvocati, ma soltanto tra mediatori capaci e meno capaci, mediatori in grado di gestire un ampio raggio di questioni e quelli che non sono in grado di farlo. Per emergere come professione globale, il mestiere del mediatore deve essere accettato e valutato sulla base di competenza, qualificazione e credibilità , indipendentemente dal background di chi lo esercita.
 
Da “Lawyer Mediator, Non-lawyer Mediator-Who is Better?”di Anil Xavier, in The Indian Arbitrator, Vol 1, Issue 6, July 2009

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