+39 06 36 09 37
Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie
Nr. 1 Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia
18 Giugno 2006

Gli avvocati sono ancora contrari alla conciliazione?

di Rachele Neferteri Gabellini
Print Friendly, PDF & Email
 

Quando all’inizio degli anni novanta la conciliazione ha iniziato a diffondersi in Gran Bretagna, il mondo forense ha duramente criticato questo nuovo strumento e ha spesso assunto un approccio ostile e scettico. Lo scetticismo si basava prevalentemente sui potenziali effetti negativi che la conciliazione poteva comportare per la redditività  della professione.
 

All’epoca, peraltro, alcuni avvocati e alcuni giuristi avevano intuito la portata innovativa della conciliazione. Ovviamente la predisposizione ad assumere un atteggiamento più aperto era legata anche alla sensibilizzazione e all’informazione. Gli avvocati che nel Regno Unito hanno mostrato interesse e un atteggiamento più aperto si sono iscritti al CEDR (Center for Effective Dispute Resolution), hanno iniziato a seguire corsi di formazione e ad acquisire una crescente competenza nella materia, proponendo la conciliazione anche ai propri clienti come un valido ed efficace strumento di risoluzione delle controversie da affiancare al contenzioso ordinario. Tutto questo, però, non ha ancora consentito alla conciliazione di acquisire un livello di diffusione professionale pari ad altri strumenti di risoluzione delle controversie, come ad esempio l’arbitrato.
 

Il passo successivo e naturale sarà  quello di rendere la conciliazione una procedura riconosciuta, sia dagli avvocati che dai clienti, come strumento totalmente equiparabile alle altre procedure. Questo passaggio sarà  inevitabile se si tiene conto che l’esigenza dei clienti di risparmiare sui costi e sui tempi del giudizio ordinario è sempre più pressante, ed è legata alla necessità  di stare al passo con un mercato sempre più competitivo e globalizzato. Oggi i clienti sono difatti più informati e consapevoli e non comprano servizi legali a scatola chiusa.
 

Riduzione delle spese e dei tempi, possibilità  di mantenere e rinsaldare i rapporti commerciali, eliminazione delle problematiche legate alla scelta della legge applicabile tra parti straniere, possibilità  di “creare valore”piuttosto che di “farsi la guerra”sono le priorità  segnalate dal mercato e da chi vi opera. La conciliazione sembra, pertanto, racchiudere in sè tutte le caratteristiche per venire incontro a queste esigenze.
Rachele Gabellini
da Karl Mackie, Are lawyers falling short in mediation?, The Barrister
 

 

 

commenti
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
Articoli Consigliati
Roma, 14-15-16 e 21-22-23 giugno 2006
Corso Intensivo per Conciliatori Professionisti
CondividiAncora pochi posti disponibili per la prossima edizione del Corso Intensivo per Conciliatori Professionisti. Il corso, coerente con gli...
Roma, 12-13 maggio 2006
Avvocati a “scuola di negoziazione”
CondividiSi è svolto lo scorso 12 e 13 maggio, presso la sede romana del noto studio legale e tributario CMS Adonnino Ascoli & Cavasola Scamoni,...
Chamonix, 17-19 Maggio 2006
Managing Commercial Dispute Resolution Centres
CondividiL’International Trade Centre (ITC) e l’Organizzazione Mondiale del Commercio hanno organizzato il secondo Symposio Internazionale...
Newsletter

NON PERDERTI LE NEWS SUL MONDO
DELLA MEDIAZIONE E GIURISPRUDENZA

Iscriviti alla Newsletter per ricevere le notizie in ambito giuridico e di gestione delle controversie.
Ho letto e accetto l’Informativa sulla Privacy

Loading...