Arbitrano (ovvero “conciliano”) anche Borrelli e Vigna

Da un articolo de Il Sole 24 ore di Marco BellinazzoDalle inchieste di Mani Pulite alla mediaconciliazione. Dalla procura nazionale antimafia all’Alternative dispute resolution. La “cordata “per sfidare la montagna dell’arretrato civile, alta cinque milioni di fascicoli, potrà avvalersi anche di due scalatori d’eccezione: il capo del pool di Milano che nella prima metà degli anni ’90 scoperchiò gli scandali di Tangentoli, Francesco Saverio Borrelli; e il capo della Procura nazionale antimafia dal 1997 al 2005, Pier Luigi Vigna.
L’ADR Center, il primo organismo privato di conciliazione iscritto nel registro del ministero della Giustizia, ha infatti coinvolto i due ex magistrati in questa nuova frontiera della giustizia italiana. Borrelli, classe 1930, e Vigna, nato nel 1933, potranno così mettere al servizio della collettività l’immensa esperienza maturata negli anni in cui hanno perseguito il malaffare e la criminalità. Con l`obiettivo, stavolta, di lasciare più persone possibile fuori dalle aule giudiziarie.

Articoli correlati

Accordo di conciliazione e atto notarile, il notaio Saraceno: «Per le agevolazioni serve un trasferimento con effetti reali immediati»

Leggi l’articolo

Usucapione in mediazione, il notaio Saraceno: «L’accordo non ha efficacia purgativa, le trascrizioni contro l’usucapito restano opponibili»

Leggi l’articolo

la mediazione è la strada del futuro

La mediazione è la strada del futuro: perché gli avvocati devono imparare a negoziare davvero

Per molti anni una parte dell’avvocatura ha considerato la mediazione quasi come un corpo estraneo al proprio lavoro: un passaggio imposto dalla legge, prima di fare causa. Credo che questa visione, fortunatamente, appartenga sempre più al passato. Non perché il processo sia destinato a scomparire e neppure perché tutte le controversie possano essere conciliate. Ci saranno sempre cause che devono essere decise da un giudice, questioni sulle quali è necessario ottenere una pronuncia, parti che non hanno alcuna intenzione di negoziare e situazioni nelle quali, semplicemente, un buon accordo non esiste. Ma pensare oggi che il lavoro dell’avvocato consista essenzialmente nel preparare atti, partecipare alle udienze e attendere una sentenza significa, a mio avviso, guardare a una professione che sta cambiando con gli occhi di ieri.

Leggi l’articolo

Migliaia di avvocati avviano mediazioni con noi. Mettici alla prova.

N.1

del registro al Ministero della Giustizia