mercoledì, Dicembre 2, 2020

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Anche la Cina “preferisce”mediare

Redazione MondoADR
100 Newsletter, oltre 1.000 visite giornaliere e 10.000 abbonati. Sono questi i numeri di “Soluzioni ADR”, la newsletter mensile di ADR Center, nata nell’oramai “lontano” giugno 2002. In dieci anni, Soluzioni è cresciuta assieme alla rilevanza dell’istituto della mediazione in Italia, diventando luogo privilegiato di incontro e confronto in tema di risoluzione alternativa delle controversie.
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La Corte Suprema del Popoloha emanato lo scorso primo agosto un nuovo regolamento per incoraggiare le parti coinvolte in un conflitto a mediare per la sua risoluzione. Tale provvedimento è stato preso in risposta al rapido incremento delle cause negli ultimi due anni e costituisce un tentativo di incoraggiare la mediazione nelle liti commerciali agendo a uno stadio iniziale, prevenendo l’aggravarsi di tensioni e scontento e impedendo che la Corte venga bloccata da un sovraccarico di lavoro. Tale mossa è in sintonia con il nuovo obiettivo del Partito Comunista Cinese e del governo di avere una società più armoniosa.Secondo le ultime statistiche della Corte le cause relative a questioni criminali, civili, e amministrative a essa sottoposte in tutto il Paese sono cresciute dal 2006 al 2007 del 7%, fino ad arrivare al numero di 5.550.062. La Corte si è occupata di 6.288.831 casi nel 2008, il 13.31% in più del 2007. La società cinese, infatti, sta vivendo un periodo di transizione nel suo sviluppo e sta facendo fronte a un numero sempre maggiore di contraddizioni e problemi che non ha mai sperimentato prima. È quindi necessario che gli organismi che si occupano di mediazione vengano rafforzati per dare un maggiore contributo alla risoluzione delle sempre più frequenti controversie.

Secondo il regolamento gli accordi raggiunti attraverso i metodi di mediazione e arbitrato attraverso organismi amministrativi, mercantili e gruppi industriali avranno la stessa forza di legge di quelli giudicati dalla Corte del Popolo. “I tribunali a tutti i livelli dovrebbero mettere in atto e favorire la mediazione così come anche agire da supervisori ed esecutori degli accordi raggiunti” ha sostenuto Jiang Huiling, vice direttore dell’ufficio riforme giuridiche della Corte.

 

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