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21 febbraio 2005

Il legislatore del Mississippi propone la conciliazione obbligatoria

di Redazione MondoADR
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Una parlamentare repubblicana spera di contrastare la tendenza crescente delle controversie civili richiedendo che gli attori sottopongano i loro casi ad un processo di conciliazione prima di depositare domanda giudiziale. Il suo piano è quello di ottenere che l’avvocatura dello stato certifichi una lista di conciliatori che possano aiutare a dirimere le controversie.

Jessica Sibley Upshaw, membro della Commissione Giustizia B della Camera dei Rappresentanti dello Stato del Mississippi, ha proposto un disegno di legge che favorisce l’adozione di un programma di conciliazione. Secondo l’agenda legislativa del Mississipi, la Commissione Giustizia dovrebbe presto approvare il disegno di legge della Upshaw.

La bozza del disegno di legge (HB 112) chiede che ogni causa coinvolgente un illecito civile sia preventivamente sottoposta a conciliazione, così che un conciliatore “compia ogni sforzo per aiutare le parti a risolvere la loro controversia, al fine di evitare la lite giudiziaria”.

Ogni norma sulla prescrizione sarebbe tolled, e l’articolata proposta suggerisce che il processo di conciliazione si dimostri il più possibile flessibile. “La conciliazione dovrebbe essere informale e le norme della Procedura Civile, così come quelle probatorie, dovrebbero essere applicate in modo flessibile”. Inoltre, le previsioni del disegno di legge dovrebbero essere “liberamente costruite per incoraggiare la transazione delle dispute e per prevenire le controversie legali”.

La proposta della Upshaw invita, pertanto, l’avvocatura dello Stato del Mississippi a certificare una lista di conciliatori per il progetto, da scegliere tra gli avvocati che abbiano attivamente praticato negli ultimi cinque anni.

Sebbene, quindi, secondo questa legge il processo di conciliazione diventa obbligatorio, gli accordi raggiunti in tal modo non sarebbero vincolanti per le parti salvo patto contrario, redatto in forma scritta. Tutte le azioni civili, in caso di fallimento del processo conciliativo, rimangono possibili purchè avviate entro 90 giorni dal termine della conciliazione o dalla ricezione dell’attore di una notifica scritta che respinga ogni domanda.

Infine, ogni notifica deve contenere l\’esposizione dei fatti, delle circostanze e dei danni oggetto della pretesa, così come i nomi delle persone coinvolte e l’ammontare del risarcimento richiesto.

 

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