domenica, Novembre 29, 2020

Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie

Nr. 1 - Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia

Print Friendly, PDF & Email
Home Articoli ADR nel mondo

ADR nel mondo

Giuseppe De Palo e Mary B. Trevor
GIUSEPPE DE PALO, avvocato specializzato in diritto commerciale internazionale, è Professore di ADR Law and Practice presso la Hamline University School of Law. Presidente di ADR Center SpA, la prima e più grande società privata italiana fornitrice di servizi di conflict management e risoluzione delle controversie in ambito commerciale, ha svolto l’attività di mediator in alcune tra le più importanti e complesse liti commerciali internazionali, ed è stato uno tra i dieci esperti internazionali invitati dalla Direzione Generale Giustizia e Affari Interni della Commissione Europea a stilare l’“European Code of Conduct for Mediators”. Ha ricoperto il ruolo di Team Leader in diversi progetti internazionali aventi ad oggetto la promozione dell’arbitrato e della conciliazione (MEDA), la diffusione e l’espansione delle tecniche di mediazione ed il rafforzamento delle pratiche legislative, nonché la garanzia di accesso alla giustizia per tutti i cittadini mediante una serie di attività formative rivolti a esponenti della magistratura, dell’avvocatura e dell’imprenditoria locale (Turchia e Marocco). Dal 2008 è Team Leader di un progetto in Nigeria finanziato dalla World Bank, che vuole diffondere le tecniche di ADR per la soluzione commerciale di controversie attraverso la creazione a livello locale di nuovi provider di servizi di mediazione e di enti di formazione specializzati in materia. Dal 2009 è anche Team Leader di un progetto in Barbados, finanziato dalla Inter American Development Bank, il cui obiettivo è la formazione di magistrati e avvocati sulle principali tecniche di ADR in modo da favorirne la sostenibilità all’interno dell’intera comunità locale. E’ anche Team Leader in due progetti di Civil Justice che mirano a diffondere in tutti i paesi dell’Unione Europea le tecniche di mediazione attraverso l’utilizzo di training, conferenze e sondaggi.
Print Friendly, PDF & Email
L’Egitto costituisce uno dei maggiori mercati del Medio Oriente e sta attualmente affrontando importanti sfide economiche. In linea con la sua aspirazione a diventare una potenza regionale e internazionale, il governo egiziano ha adottato, a partire dagli anni novanta, un programma di riforme economiche strutturali e ha posto tra le sue priorità  l’attuazione di una serie di riforme giuridiche, considerate una strada importantissima verso il raggiungimento di una maggiore produttività  nazionale e competitività  globale. Contrariamente a quanto si possa pensare il diritto egiziano e in particolar modo il diritto civile e commerciale segue essenzialmente il modello dell’Europa continentale. Le controversie insorte possono venire risolte in Egitto o attraverso il tribunale oppure facendo ricorso alle tecniche di arbitrato e mediazione.
 
La diffusione dell’arbitrato
L’arbitrato è abbastanza diffuso in Egitto. La legge che regola la procedura di arbitrato è stata emanata nel 1994 dopo numerosi tentativi legislativi e possiede un ampio raggio d’azione. Essa segue il modello di legge dell’UNCITRAL per larga parte, ma include anche diversi emendamenti che le permettono di adattarsi ai costumi e al diritto locale. Sebbene fosse stata inizialmente concepita per regolare solo arbitrati commerciali di natura internazionale essa ha finito per regolare anche gli arbitrati commerciali di natura domestica. Attualmente sono operativi in Egitto tre centri di arbitrato. Il più rinomato dei tre è il Cairo Regional Center for International Commercial Arbitration (CRCICA), un organismo non profit creato nel 1979 per un periodo di prova di tre anni, e divenuto nel 1983 un’istituzione permanente. Il CRCICA offre un’ampia gamma di servizi che vanno dalla gestione a livello locale della giustizia, e in particolare degli arbitrati locali alla promozione dell’ADR attraverso seminari, conferenze e pubblicazione di ricerche.
 
La mediazione: una pratica nuova e al tempo stesso antichissima
La mediazione, nella sua accezione più moderna è un concetto nuovo in Egitto benchè nel suo significato più profondo non costituisca una novità . Essa è tuttora considerata il metodo preferito per risolvere alcuni tipi di conflitti, inclusi quelli familiari o insorti all’interno della comunità .
 
Diversi rituali e usi basati sulla legge islamica e volti a controllare e gestire i conflitti hanno contribuito allo sviluppo della mediazione in Egitto. Uno dei più importanti è il sulh, che in lingua araba significa accordo. Il rituale del sulh è una forma istituzionalizzata di gestione e controllo dei conflitti, le cui origini si possono rintracciare nella tradizione tribale. Nella legge islamica, il sulh è una forma di contratto (“aakd”), legalmente vincolante sia a livello individuale che a livello di comunità . Il rituale del Sulh può essere usato per sospendere le lotte e ristabilire la pace (muwada’a, pace o letteralmente rapporto gentile).
 
È importante accennare al fatto che in Egitto la pratica della mediazione ha ricevuto un importante sostegno anche a livello istituzionale, a seguito delle misure attuate dal governo egiziano per promuovere il suo sviluppo. La mediazione si realizza in diversi modi. Le parti di solito ricorrono a una mediazione valutativa, in cui il mediatore valuta la natura della controversia e le richieste delle parti e suggerisce una soluzione non vincolante. Permettendo al mediatore di valutare le proprie richieste, le parti mostrano la loro buona fede e il loro serio impegno a risolvere la controversia insorta tra di loro. Altre volte, quando entrambe le parti scelgono la mediazione per risolvere la controversia, saltano la fase della mediazione valutativa e procedono direttamente alla mediazione facilitativa. Infine, se la controversia è complessa e coinvolge questioni tecniche, le parti spesso preferiscono avere uno o più co-mediatori.
 
Quando la mediazione è utilizzata per regolare una controversia tra un privato e un organismo statale o amministrativo, colui che fa la richiesta deve prima adire un comitato di risoluzione delle controversie che esamina la lite e fa tutti gli sforzi possibili per cercare di risolvere la questione in modo amichevole. Se non si giunge a una soluzione, sarà  allora il comitato stesso ad adire un tribunale.
 
La mediazione è anche usata a livello internazionale con caratteristiche proprie, legate al coinvolgimento di differenti regimi politici e della cultura araba. Le particolarità  regionali portano all’esistenza di due differenti tipi di mediazione in Medio Oriente: la mediazione di controversie sorte tra paesi arabi (es. Kuwait/Iraq); e la mediazione di controversie sorte tra paesi arabi e non a livello domestico e a livello internazionale (es. Sudan/Addis-Ababa e Egitto/Israeke accordo di Camp David).
 
Sebbene la mediazione sia un metodo molto antico di risoluzione dei conflitti, esistono pochi centri che offrono questo servizio nel Paese. Uno di questi è il Mediation and ADR Centre che, con le sue diverse sedi in tutto l’Egitto, gestisce i servizi di mediazione e altre tecniche di risoluzione alternativa nell’ambito delle controversie commerciali.
 
 
Spesso la pratica della mediazione è collegata alla procedura arbitrale; se non è possibile risolvere il caso tramite la mediazionenell’arco di tempo prefissato, le parti possono infatti ricorrere all’arbitrato. In generale, dato il lungo ed estenuante iter dei processi giudiziari egiziani, la mediazione e l’arbitrato rappresentano sempre di più i metodi preferiti di risoluzione delle controversie. La mancanza di esperienza di molti giudici, infatti,
 rende l’arbitrato più “appetibile”rispetto a lunghi e a volte inconcludenti procedimenti giudiziari. Non è tutto. Recentemente si sta assistendo ad un progressivo incremento del ricorso alla pratica della mediazione alla luce dei maggiori vantaggi che essa comporta sulla stessa procedura arbitrale.

 
Da questo mese la rivista on line Soluzioni conterrà  un approfondimento dedicato alle tecniche locali di risoluzione delle controversie in dieci paesi della sponda sud del Mediterraneo. Gli approfondimenti sono tratti dalla nuova colonna mensile della rivista americana Alternatives, che a loro volta costituiscono una sintesi aggiornata dei capitoli del libro “Arbitrato e mediazione nei paesi della sponda sud del Mediterraneo”, edito da Giuseppe De Palo e Mary Travor e pubblicato da Wolters Kluwer International nel 2007.

 
Il capitolo egiziano originale è stato scritto da May El Batouti, Said Hanafi, Karim El Helaly e Heba Osman. La traduzione in italiano dell’articolo è stata curata da Paola Guttadauro.

Commenta

inserisci un comento
Inserisci qui il tuo nome