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ADR “con giudizio”per i revisori dei conti

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Lo scorso febbraio il Consiglio Federale di Controllo sugli Istituti Finanziari (FFIEC) degli Stati Uniti ha diffuso un documento per mettere in guardia contro la pratica di includere clausole per l’utilizzo dell’arbitrato e delle procedure di conciliazione all’interno dei contratti tra gli istituti finanziari e i revisori contabili, in modo da limitare significativamente la responsabilità  dei revisori stessi. Anche se le clausole di ADR hanno l’utile scopo di limitare la fase istruttoria e la promozione dell’eventuale giudizio di appello nelle successive controversie, in tutti questi casi il loro utilizzo si presta ad abusi.

Il documento, intitolato “Avvertenze sull’utilizzo imprudente di clausole per la limitazione della responsabilità  nelle lettere di incarico a revisori esterni“, fa seguito ad una comunicazione del maggio 2005 indirizzata alle banche, la quale evidenziava, sulla scia dei commenti e dei suggerimenti pervenuti dal mondo dell’impresa, degli avvocati e dei conciliatori professionisti, come i vantaggi connessi all’utilizzo di procedure conciliative possono essere vanificati nel caso in cui ad esse si associ un’ampia limitazione di responsabilità .

Le limitazioni di responsabilità  considerate “imprudenti”consistono in quelle clausole che obbligano a tenere indenne il revisore nel caso di azioni da parte di terzi nei suoi confronti, che stabiliscono un termine di decadenza perentorio per far valere la responsabilità  del revisore, o che fissano un tetto massimo per i danni che il revisore dovrà  eventualmente risarcire.

Il Consiglio Federale incoraggia, dunque, gli istituti finanziari a verificare sempre l’equità , la correttezza e la libera negoziabilità  delle clausole con cui si stabilisce il ricorso obbligatorio alla conciliazione in caso di controversie. Spesso ciò può comportare, infatti, una rinuncia alle prerogative invocabili in giudizio. Quando tali clausole prevedono una significativa e ingiustificata limitazione di responsabilità  del revisore, l’obiettività  e l’imparzialità  che devono caratterizzare l’attività  delle società  di revisione potrebbero essere compromesse.

Piergiorgio Zettera
Tratto da Staff Reporters, ADRWorld.com

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